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Turismo volàno doc del Comune di Luni

Turismo volàno doc del Comune di Luni

Fusione Castelnuovo-Ortonovo, in campo favorevoli e contrari dopo l’ok della Regione al referendum

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CASTELNUOVO MAGRA. Ora l’attenzione è tutta sulla data del referendum dopo l’ok dalla Regione Liguria sulla consultazione popolare per la fusione tra i Comuni di Castelnuovo Magra e Ortonovo; attesa con particolare attenzione (e questo avverrà entro pochi giorni) la fissazione della data da parte del presidente della Regione, Claudio Burlando. E poi 60 giorni di “battaglia” tra il comitato del sì e quello del no per convincere i cittadini sulla bontà o meno della fusione e della creazione del Comune di Luni (che diventerebbe il 3° di tutta la Provincia dopo la città capoluogo della Spezia e Sarzana) e uno dei pochi a superare i 15mila abitanti in tutta la regione.

Insomma, Luni come polo del levante regionale. E a detta di molti lo diventerebbe anche da un punto di vista politico ed economico. Esempio concreto di ciò è la viticoltura: Luni diventerebbe il polo regionale della viticoltura di qualità perché sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo ha il numero più elevato di aziende e di quantitativo di produzione. Un Comune di quasi 18mila abitanti che potrebbe competere con Sarzana sotto diversi punti di vista anche turistico, perché Luni dai promotori del si è visto come il “marchio” di riportare in auge.

«Il successo è il referendum» ripetono come un mantra tutti quanti, in particolare gli amministratori che sono chiamati al difficile ruolo di finire quanto stanno facendo i due Comuni e intanto pensare anche a come “organizzare” il futuro: sede, funzionamento, opportunità nuove, eventuali primarie e via discorrendo. Compito non facile ma davvero intrigante per la prima eventuale fusione in Liguria. E a cui in tanti guarderanno con attenzione perché proprio in questa regione esistono casi di Comuni con meno di 100 abitanti, situazione insostenibile alla luce della grande riforma amministrativa che il Governo Letta pare intenzionato a fare (non solo quindi abolizione delle province) e della odiata “spending review” che riduce ancora i finanziamenti ai Comuni: basti ricordare che il bilancio 2013 quest’anno verrà votato entro il 30 novembre.

Quindi i prossimi saranno mesi di dura battaglia referendaria e quindi di fermento democratico tra gli ortonovesi che sembrano più propensi al sì (tutte le forze politiche in consiglio ma anche le associazioni) e i castelnovesi forse più freddi e con qualche distinguo tra le forze politiche (non tutto il Pd schierato a favore, gli altri partiti della maggioranza consiliare favorevoli e l’opposizione di centrodestra schierata contro assieme al M5S). Unico punto di contatto tra le due fazioni: al cittadino l’ultima parola. (f.r.)

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