Il dolore
Gesco, sì del consiglio ai mini-lotti
Approvata la variante “ultima spiaggia” per salvare il comparto artigianale
MASSA. Gli artigiani lo attendevano come “ultima spiaggia” e un paio di loro avevano anche dormito sotto il municipio per sollecitarlo. E il consiglio comunale la sera scorsa lo ha approvato: è il provvedimento di “parziale variante al piano di lottizzazione convenzionata dell’area ex Synthesis”, cioè la delibera che consente di suddividere una parte del comparto artigiano in costruzione del consorzio Gesco in lotti di 275 metri quadrati.
La delibera è stata votata dalla maggioranza ad esclusione dei due consiglieri di Sel (gruppo che sta facendo una vera e propria opposizione interna alla coalizione), mentre i consiglieri della 28 Aprile e i 5 Stelle non hanno partecipato alla votazione.
Si tratta dell’ennesimo capitolo della vicenda Gesco, il consorzio di piccole imprese che, sotto l’egida di Confartigianato, ha investito circa 14 milioni per creare nell’area ex Olivetti Synthesis un polo artigianale “ultima generazione” con addirittura un centinaio di nuovi posti di lavoro e il riassorbimento dei licenziati della Synthesis. Il problema è che il progetto, partito quasi 13 anni fa, si è più volte arenato. Le imprese hanno via via chiesto di avere spazi sempre più piccoli, più adeguati alle loro esigenze. Una parte della politica (Sel, Rifondazione) si è opposta, temendo uno “spezzatino” che avrebbe vanificato il carattere manifatturiero dell’area. E ciò ha rallentato non poco le procedure e l’avanzamento dei cantieri. Poi, ci si è messa la grande crisi, che ha messo (e sta mettendo) a dura prova la tenuta delle aziende consorziate che hanno sborsato o impegnato con fidejussioni bancarie risorse per esse significative senza alcun ritorno. La società Gesco è così finita in concordato preventivo e sulla reale possibilità di veder finalmente nascere il nuovo comparto aumentano i dubbi.
La delibera della sera scorsa accoglie comunque le richieste del consorzio dando ad esso un’altra chance. La “variante” aggira le precise indicazioni del Piano strutturale in materia - “nella zona industriale deve essere rafforzata la caratterizzazione industriale... evitando la parcellizzazione e l’insediamento di attività non propriamente industriali o artigianali di adeguate dimensioni...” – rilevando che il piano di lottizzazione di Gesco è stato adottato prima dell’adozione del Piano strutturale e che la variante non riguarda la “parcellizzazione delle aree” ma la riconfigurazione dell’edificio centrale, il monoblocco e si configura dunque come un intervento urbanistico che non incide con le scelte di indirizzo dell’amministrazione.(c.f.)
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