Finanza
Case, prezzi a picco compravendite ko Resiste la periferia
La fotografia scattata dall’Agenzia del territorio è impietosa Solo nella zona industriale non ci sono state flessioni
MASSA. Continuano progressivamente a calare i prezzi delle case a Massa e nel suo circondario. Un ribasso che si spiega con un’equazione quasi elementare: le case non si vendono più e i prezzi scendono. Corrispondenza che riflette la difficoltà economica del territorio dove non solo si registra una grossa flessione nel reddito delle famiglie, ma ancora persiste un’ipertrofia nel mercato dei mutui. Quasi inevitabile a queste condizioni che si smetta di comprare case e che, di conseguenza, il loro valore tenda al ribasso alla ricerca di un acquirente.
Una tendenza non solo massese, ma che riflette una situazione tutta italiana, ad eccezione di qualche comune– lo è ad esempio il comune di Montignoso – dove i prezzi delle case non aumentano, ma nemmeno diminuiscono. Non è il caso appunto di Massa, dove, come dicevamo, le case stanno perdendo di valore di cinquanta euro in cinquanta euro per metro quadro ininterrottamente dal 2008. In particolare nelle zone più “ricche” o comunque con il valore di mercato più alto. Più stabile invece il valore delle case nelle zone più “povere” a conferma del fatto che i soldi per comprare case non ci sono e che le uniche che si riescono ancora a vendere sono le “meno care”.
I dati sulle quotazioni immobiliari del territorio ci vengono forniti dal sito dell’Agenzia del territorio, adesso inglobata dall’Agenzia dell’Entrata. Analizzando zona per zona, negli ultimi quattro semestri – secondo semestre 2011, primo e secondo semestre 2012, primo semestre 2013 – infatti si nota come le zone ad aver registrato il maggior calo siano quelle centrali di Massa e Marina, mentre è più stabile il valore di mercato delle case nella zona industriale. Per quanto riguarda le abitazioni civili nel centro di Massa, infatti, il loro valore di mercato nel secondo semestre del 2011 andava da 2150 a 2900 euro per metro quadrato, valore che, in tutto il 2012, si è abbassato da 2000 a 2800 euro per metro quadro e ha perso ulteriori cento euro nel primo semestre dell’anno in corso quando il suo valore è diventato da 1900 a 2800. Anche la tipologia villa o villino ha perso di valore dal 2012 ad oggi passando da un minimo di 2800 per metro quadro a un minimo di 2700 euro nel primo semestre del 2013. Anche a Marina le quotazioni sono al ribasso con le abitazioni civili che dal 2011 ad oggi hanno perso cento euro per strada arrivando a costare da 2300 a 3400 euro a metro quadrato.
Ancora peggio va alla zona di San Carlo dove, dal primo semestre del 2012 al primo semestre 2013 le case hanno perso 150 euro di valore costando adesso da 2150 a 3100 euro per metro quadro. Stessa sorte alla Partaccia e al Bondano dove il valore minimo è passato da 2000 euro a fine 2011 a 1900 euro per metro quadro a inizio 2013, mentre il massimo da 2850 a 2800 euro.
Sono rimaste invariate invece le quotazioni immobiliari nella zona industriale dove le abitazioni civili hanno attualmente un valore di mercato da 1600 a 2100 euro per metro quadro, mentre registrano una tendenza diversa quelle di Poveromo dove se dal primo semestre 2012 al primo del 2013 è rimasto invariato il prezzo minimo (2400 euro per metro quadro) è aumentato di cento euro quello del valore massimo (da 3500 a 3600).
Aldilà di poche eccezioni quindi, quello che si registra nel territorio, è una tendenza al ribasso del valore delle case, segno che gli anni d’oro del mercato immobiliare sono finiti. Secondo gli esperti in trend ribassista durerà anche per tutto il 2014, poi si fermerà e intorno alla metà del 2015 si dovrebbe tornare a salire. Dimenticatevi però i prezzi del 2005. Chi ha acquistato l’appartamento in quel periodo se adesso vuole venderlo si metta in testa di perderci dei soldi. Ecco perché il mercato è fermo.
Melania Carnevali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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