Il dolore
Bagnone, scontro sulle biomasse
In consiglio l’opposizione dice no al progetto della centrale: diteci cosa verrà realmente bruciato
BAGNONE. Molta la carne al fuoco nel consiglio comnale di venerdì sera, ma altrettanti i rinvii di punti salienti dell’ordine del giorno. Sono stati 5 i punti rimandati al 19 dicembre, data della prossima riunione: quattro riguardano le convenzioni per le gestioni associate di funzioni comunali che passeranno sotto l’egida dell’Unione dei Comuni, la rimanente riguarda la sostituzione del rappresentante di minoranza nell’ente succitato.
Il rinvio dell’approvazione alla delega delle funzioni comunali che riguardano l’organizzazione generale dell'amministrazione finanziaria e controllo, il trasporto pubblico, l’urbanistica, sia essa comunale che sovracomunale, e infine la gestione dei servizi legati alla scuola, si deve alla modifica, che si sta studiando in parlamento, della gestione associata. Quello che rimane però, lo si evince dalle parole del sindaco, è che Bagnone perderà, in buona parte, il controllo sui servizi al territorio: «Da gennaio – dice Gianfranco Lazzeroni - si dovrà ricorrere a questa forma di gestione. Purtroppo Bagnone è un Comune al di sotto di tremila abitanti, non potrà più svolgere in toto le sue mansioni e si dovrà appoggiare all’Unione. Una menomazione che poteva essere evitata se si fosse votato favorevolmente alla fusione con Villafranca. Sommando i totali capiamo che il 71% degli abitanti erano favorevoli a questo processo. Purtroppo ci si è fatti vincere dal sentimentalismo, dalla paura del nuovo, rinunciando ai vantaggi che sarebbero derivati da una risposta affermativa».
Una ferita ancora aperta quella della mancata fusione, e le ragioni addotte dal sindaco non convincono Alberto Santini che dà una secca replica su questo argomento: «Non ha senso che venga votato all’unanimità un progetto se poi qualcuno della maggioranza rema contro. Ci sono stati dei franchi tiratori che hanno voluto compromettere il buon esito di questa operazione».
La seduta si è infiammata sul punto relativo alla centrale a biomasse. L’amministrazione ha tenuto a informare che sta prendendo in considerazione l’idea di edificare una centrale a biomasse che utilizzerà come materiale combustibile solamente legno vergine, in un’ottica di svilupo delle energie rinnovabili. Questo progetto si inserisce in un percorso già avanzato che ha coinvolto l’intero territorio comunale e che consentirà un’ulteriore passo avanti verso un sempre maggiore abbattimento sia in termini di costi che di emissioni nell’atmosfera.
Anche in questo caso è forte la protesta della minoranza «Chiediamo che ci sia trasparenza – afferma Santini – che si sappia cosa realmente brucerà all’interno dell’impianto. Se servirà a ripulire i nostri boschi e a liberarci dell’eccesso di materiale ligneo ben venga, ma che ci sia la ferma opposizione a qualsiasi altro materiale».
La risposta del sindaco ha cercato di mettere pace su questo argomento delicato: «Questa stessa scelta è stata effettuata anche in altre zone. Non bisogna lasciarsi condizionare dalla paura. Si farà una profonda analisi sui pro e contro di questa scelta. Per ora ancora nulla è stato deciso. Abbiamo emesso un bando d’interesse, questa era la seconda volta che usciva, e siamo stati contattati da una ditta in questo settore. Ma ancora non è stato deliberato nulla, tutto è ancora da decidere».
Il futuro di Bagnone verrà scritto in questo mese, data entro la quale si capirà se il percorso intrapreso sia in salita oppure tutto in discesa.
Cristiano Borghini
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