Il Tirreno

Tares, arriva la stangata di Natale

di Chiara Sillicani
Tares, arriva la stangata di Natale

A giorni l’ultima rata con il conguaglio. E per parecchi sarà un salasso, ma c’è anche chi risparmia rispetto al 2012

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MASSA. Qualche giorno e il “regalino” di Natale lo troveremo, non sotto l’albero, ma nella cassetta della posta. Una lettera direttamente da Master che ci avvisa che i tempi stringono: entro il 16 dicembre tocca mettere le mani in tasca e pagare l’ultima salata rata della Tares. Salata perchè il Comune fa i conti e invia il conguaglio.

Proroga di 16 giorni. A dire il vero, il capitolo tassa sulla spazzatura avremmo già dovuto chiuderlo. Il regolamento comunale, infatti, prevede il pagamento in tre rate: la prima da versare entro il 5 agosto, la seconda entro il 5 ottobre e la terza, appunto, entro la fine di questo mese. Eppure il postino, fino ad ora, nella buca delle lettere non ha messo nulla: tutto slitta infatti - come nella maggior parte dei comuni italiani - al 16 dicembre. E il motivo è burocratico: l’ultimo pagamento - per un meccanismo complesso che prevede anche un versamento statale - non lo faremo con i soliti bollettini. Ma con il modello F24, quello - per capirci - che utilizziamo per i tributi (tra cui quelli sul reddito) dovuti a Roma. Insomma, la procedura per il calcolo è stata ridefinita, i computer si sono messi al lavoro e ad inizio settimana- visto che i tempi sono stretti - il “regalino” arriverà. Anche perché lo Stato ha parlato chiaro: entro il 16 la sua quota (pari a 30 centesimi a metro quadro) vuole averla. E se qualcuno sfilerà dal portafoglio quanto lo scorso anno o - i più fortunati - qualcosa meno, a parecchi toccherà metter mano alla sudata tredicesima.

Stangata si, stangata no. Difficile indicare un aumento medio perché la Tares - questa la differenza principale rispetto alla Tarsu - è un tributo composto da due quote: una quota fissa, riferita ai metri quadrati dell’immobile, e una variabile che dipende, invece, dal numero dei componenti familiari o - per utenze non domestiche - dai rifiuti prodotti. Anche se - e questo è assodato - ad incrementare gli importi ci sono un 5% destinato alle “funzioni ambientali” svolte dalla Provincia e quel fatidico 0,30 euro a metro quadrato che non finisce nella casse comunali, ma in quelle romane. Assodato anche che, fino ad ora, abbiamo pagato un acconto pari alla metà di quanto versato nel 2012. Ma adesso arriva il conguaglio. Tradotto: paghiamo il restante 50% più la differenza.

Ma quanto dovremo pagare. Bene, quanto toccherà sborsare? Calcolarlo non è facile anche perché le aliquote (quanto paghiamo a metro quadrato) variano a seconda del tipo di utenza. Una casa - per semplificare - non paga quanto una banca e una banca non paga quanto un fioraio. Ma - è indubbio - qualcuno sborserà parecchio di più . Un esempio: una famiglia di 3 persone che vive in un’abitazione di 100 metri deve versare 320 euro di Tares (di cui 30 destinati allo Stato). La stessa famiglia con la Tarsu ha speso 255 euro. Ben 65 euro di aumento. E siccome, per ora, ha pagato la metà dello scorso anno, vale a dire 122,5 euro, adesso dovrà fare i conti - è il caso di dirlo - con una rata da 187,5. Una stangata anche per bar, caffè, pasticcerie. Un locale di 100 metri quadrati vedrà la bolletta per i rifiuti lievitare da 1.434 a 1.934. Le prime due rate hanno coperto un importo pari a 717 (la metà della Tarsu), adesso arriverà il bollettone da 1.217. Il principio della Tares è “chi produce più rifiuti” paga di più. Batosta quindi per pizzerie al taglio, fiorai, pescherie, ortofrutta. Un negozio di questa categoria, con una superficie di 100 metri quadrati, pagava nel 2012 800 euro. Ora ne deve versare 1.720. La rata - fatti due conti - sarà di 1.320. Davvero salata.
Qualcuno risparmia. Qualcuno che risparmia - e parecchio -c’è: gli studi legali ad esempio. Per 200 metri la tassa passa da 2.500 a 1.200 euro. Se l’acconto è pari alla metà dello scorso (1.250), il proprietario ha già versato oltre il dovuto e con il Comune è in credito.

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