Il Tirreno

Venedretta, la delibera va avanti

Respinto l’ordine del giorno di 5 Stelle e Bienaimè che voleva bloccare la cessione

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CARRARA. Durante il Consiglio comunale di martedì scorso di nuovo in primo piano il caso della cava Venedretta. In aula, la signora Anna Elena Muttini ha spiegato le ragioni della sua famiglia, quella che nella delibera di giunta viene autorizzata cedere i diritti di concessione all’azienda di Alberto Franchi Mpa. Nel 1966 Muttini e Ricci - ha spiegato - avrebbero acquistato e coltivato insieme la cava inserita nel bacino di Gioia, fino a che Muttini, impegnato in altre attività smise di lavorarvi e, senza chiedere alcun corrispettivo, data l'amicizia freterna che legava le due famiglie, lasciò la coltivazione a Ricci e ai suoi eredi, continuando comunque ad occuparsene. Il problema sorse nel 1995 quando, morto Bruno Ricci, il regolamento impose ai proprietari di rinnovare il contratto di concessione. «A quel punto - ha spiegato la signora Muttini - gli eredi di Ricci presentarono domanda di concessione per l'intera cava e non soltanto per la parte di cui erano titolari». Da qui un lungo contenzioso tuttora in corso.

Il consiglio comunale, attraverso un ordine del giorno presentato da “Movimento 5 Stelle” e “Carrara bene Comune”, chiedeva però di annullare in autotutela delibera che autorizza quel trasferimento. La questione è stata introdotta da Francesco De Pasquale (M5S), e si riferiva appunto alla deliberazione di Giunta riguardo “all'autorizzazione al trasferimento di concessione dei siti in località “Gioia” bacino di Colonnata”.

L'argomento è riuscito a scatenare l'indignazione della maggioranza e del Pdl che, seppur ne fossero già a conoscenza, hanno scorto illeggittimità in un odg, che chiamasse la politica a giudicare un contenzioso ritenuto esclusivamente giudiziario. De Pasquale da parte sua, metteva in dubbio la legittimità della deliberà stessa che, in diversi passaggi, parla di “società acquirente”. «La delibera inoltre - soteneva De Pasquale - tra le altre cose, va contro le previsioni della Lettera a) dell'articolo 6 in cui si afferma che l'area concessa è indivisibile”, non certo acquistabile per 8 mappali su un totale di 11 costituenti l’intera concessione. La Giunta inoltre - aggiungeva - prevede di riservarsi di adottare, nell’esercizio dei propri poteri regolamentari, atti idonei a modificare le disposizioni regolamentari vigenti sulla concessione degli agri marmiferi comunali». «Si tratta di una questione che non deve essere portata in Consiglio Comunale, ma è compito della magistratura farvi luce», ha dichiarato con veemenza Enrico Isoppi (Pri) e con lui si è allineata non solo la maggioranza ma anche il Pdl.

Risultato: ordine del giorno bocciato dall'intera maggioranza e dal Pdl, con soli 4 voti a favore, quelli del Movimento 5 Stelle e “Carrara bene Comune”.

Barbara Monaco

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