Il dolore
Ecco tutte le lottizzazioni nel mirino
Sotto la lente della Procura 20 anni di sviluppo urbanistico nelle aree vicine o nell’antico corso del fiume Magra
AULLA. C'è lo sviluppo urbanistico degli ultimi venti anni ad Aulla nelle 25 pagine dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico dei tredici indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'alluvione del 25 ottobre 2011. Per loro le ipotesi di reato formulate dalla Procura sono omicidio colposo e disastro colposo, visto che il mostro di acqua e fango che invase la città soffocò le vite di Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, devastando le scuole elementari e medie, le case popolari di quartiere Matteotti, tutti i negozi di via Resistenza e non solo e trascinando via, come fuscelli, decine di persone (diverse delle quali vive per miracolo, anche grazie all'eroismo di molti) e centinaia di auto.
Infatti, non è dato sapere che cosa si salvi delle edificazioni nate sulla sponda sinistra del Magra, quindi su viale Lunigiana e su via Resistenza, ma si presume ben poco, visto che il piatto forte delle 25 pagine firmate dal procuratore capo Giubilaro e dalla pm Rossella Soffio è costituito dal nutrito elenco dei provvedimenti di gestione a carattere urbanistico generale, di pianificazione attuativa e di gestione a carattere edilizio autorizzativo del territorio del Comune. Ebbene, secondo Giubilaro e Soffio, alcuni degli indagati, ovvero gli ex sindaci Lucio Barani e Roberto Simoncini, l'ex vice sindaco Gildo Bertoncini, i dirigenti comunali Franco Testa e Mauro Marcelli, gli ex dirigenti comunali Giuseppe Lazzerini e Ivano Pepe e il geologo Piero Pierini (tra l'altro, ex sindaco di Bagnone), eludendo e violando norme in materia urbanistica, in materia edilizia e in materia di tutela del rischio idraulico, avrebbero provocato «il disastro consistito nell'alluvione di ampia parte dell'abitato aullese, evento verificatosi per effetto della consentita illegittima realizzazione di costruzioni in detta parte ubicata nell'alveo del Magra e, comunque, in area definita a pericolosità idraulica dall'Autorità di bacino del Magra, dunque esposta al corso delle acque e a tutti i relativi fenomeni naturali, e per effetto del considerevole aumento del carico insediativo e abitativo relativo ad attività commerciali con alto livello di frequentazione, dunque per effetto del realizzarsi di concreto ed effettivo pericolo per la pubblica incolumità».
Questo per quanto concerne l'ipotesi di reato di disastro colposo, mentre riguardo all'ipotesi di reato di omicidio colposo avrebbero provocato «la morte di Claudio Pozzi ed Enrica Pavoletti, evento verificatosi per effetto della presenza degli stessi nell'area ubicata nell'alveo del Magra e, comunque, in area definita a pericolosità idraulica dall'Autorità di bacino, dunque esposta al corso delle acque e a tutti i relativi fenomeni naturali, dell'essere stati investiti gli stessi Pozzi e Pavoletti dalla massa d'acqua abbattutasi sull'abitato di Aulla (mentre si recava nel garage sottostante la sua abitazione, il primo e mentre si trovava a bordo di una vettura in via Resistenza, la seconda) e della conseguente, per entrambi, asfissia meccanica acuta da annegamento».
Come se non bastasse, Giubilaro e Soffio parlano di aggravanti, in particolare «avere commesso il fatto nonostante la previsione dell'evento e avere cagionato il fatto con violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione dagli stessi ricoperta». Consistente la documentazione citata, ma estrapolando scopriamo che sotto la lente di ingrandimento della Procura sono finite varianti per le fabbricazioni e per il piano di recupero di via Resistenza e per il regolamento urbanistico nell'area della scuola materna, l'ampliamento della scuola elementare, il piano particolareggiato e il recupero dell'area del centro fiere, il piano di recupero di quartiere Matteotti, diversi fabbricati ed edifici a uso residenziale e commerciale, ristrutturazioni edilizie per inserimento di filiali bancarie e assicurative, costruzioni di locali a uso cabina Enel.
E ieri una troupe della Rai ha effettuato delle riprese nei luoghi maggiormente colpiti dall'alluvione e il relativo servizio è stato mandato in onda nel TG1 delle ore 20 di ieri sera. Una ribalta nazionale per una ferita ancora aperta.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
