Il dolore
«Via quel canile, è abusivo» Ora è guerra per Montepepe
Il consigliere Stefano Benedetti chiede al Comune di Massa la rimozione della struttura E intanto Montignoso è costretto a bloccare la convenzione per i cani randagi locali
MONTIGNOSO. «Finalmente il canile di Montepepe è stato smantellato. I cani sono stati tutti adottati e stanno bene». Lo scrive il consigliere massese di Forza Italia Stefano Benedetti sul suo profilo Facebook lunedì sera e tra gli utenti, amici e non, scoppia la polemica: chi dice di non saperne nulla, chi dice di essere un amico dei titolari del canile e di non aver avuto la notizia, chi applaude, chi chiede spiegazioni.
Il post diventa virale, come si dice in gergo, tra la preoccupazione e lo sbigottimento, fino a quando il consigliere non scopre le sue carte e ammette: «L'ho scritto per provocazione, per vedere quante persone avrebbero approvato lo smantellamento di un canile abusivo».
È diventata una vera e propria guerra tra il canile rifugio "La Casa di Febo" e il consigliere Stefano Benedetti, determinato a farlo chiudere.
Nelle ultime settimane Benedetti ha prodotto decine di documenti e atti contro il canile, inviandoli al sindaco di Massa, ai dirigenti del settore, alla Polizia Municipale, fino ad esposti alla Procura e alla Corte dei Conti.
L'attenzione di Benedetti è per il presunto «abuso edilizio realizzato su un terreno di altrui proprietà».
Il consigliere ripercorre nelle sue denunce anche la storia del canile, gestito da Roberto Guelfi presidente della Lega del cane, sostenendo che fu «costruito in assenza di permesso su un'area di proprietà della famiglia Perfetti» e che nel 2005 «con Determinazione Dirigenziale n. 4394, il comune di Massa ordinava la demolizione delle opere abusive realizzate e il ripristino dello stato dei luoghi entro il termine dei 90 giorni».
Benedetti accenna ad una seconda ordinanza del 2007, nella quale il comune «dopo aver accertato che la prima ordinanza di demolizione era stata completamente disattesa, affidava l'esecuzione di una seconda demolizione per aggiunti motivi d'igiene, alla Ditta Martelli S.r.l. che, inspiegabilmente, non provvedeva ad eseguirla».
Intanto sono passati cinque anni e il canile di Montepepe è ancora lì, senza fare del male a nessuno, direbbe qualcuno, ma con il fiato del consigliere Benedetti sul collo che chiede chiarezza amministrativa.
Gli esposti e le denunce delle ultime settimane, pur non producendo la chiusura del canile, hanno portato alla sospensione di una importante convenzione che Guelfi aveva firmato col comune di Montignoso e con la quale "La casa di Febo" avrebbe dovuto accogliere e prendersi cura dei randagi montignosini che l'amministrazione è tutt'ora costretta a spostare in canili fuori provincia.
La convenzione era stata firmata da entrambe le parti e pubblicata anche sull'albo pretorio del comune di Montignoso, ma non se ne è fatto più nulla. Benedetti chiede ufficialmente spiegazioni all'Ufficio Ambiente di Massa: «chiedo di conoscere le motivazioni per le quali il Comune non ha ancora provveduto ad eseguire l'ordinanza di demolizione, soprattutto in considerazione dell' alto rischio di inquinamento degli scarichi prodotti dal canile e il rispetto delle Determinazioni N. 4394/ 2005 e N. 1101/2008 con l' immediata demolizione delle opere abusive in oggetto».
Dal Comune scrivono che «si stanno verificando tutte le carte e le ordinanze e che al più presto verrà data una risposta sui passi che il comune deciderà di prendere». In tutto questo dal canile di Montepepe rimangono in silenzio, ma non perché non sanno cosa rispondere, ci dice Roberto Guelfi, ma per non cadere in nessuna provocazione. «Non facciamo nulla di male- sono le uniche parole di Guelfi- la convenzione con Montignoso è ferma, non prendiamo soldi da nessuno. Al resto penseranno gli avvocati».
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