Sicurezza
Spaccio nell’area Ceci: baby pusher nei guai
La polizia lo ha identificato dopo avere arrestato il “cliente” su cui già pesava un ordine dei carcerazione
CARRARA. L’area Ceci non è diventata un parco, e per ora è utilizzata come market della droga. La Polizia ha dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso alcuni giorni fa dalla Procura presso la Corte di Appello di Genova nei confronti di un cittadino marocchino di 34 anni, già noto alla giustizia.
L'uomo, che deve scontare la pena di circa 7 mesi di reclusione per pene concorrenti, aveva beneficiato della sospensione della carcerazione e chiesto al Tribunale di Sorveglianza di Genova di poter scontare la pena nelle forme dell'affidamento in prova al servizio sociale, ma il Tribunale, alla fine di ottobre, aveva dichiarato inammissibile tale istanza e, pertanto, la sospensione dell'ordine di carcerazione era stata revocata.
La Volante, impegnata unitamente ad altre pattuglie nei servizi di controllo del territorio (rafforzati anche per fronteggiare il fenomeno dei furti in abitazione) si è messa quindi alla ricerca del condannato, per dare esecuzione al provvedimento della Procura.
L'uomo è stato rintracciato ad Avenza fra il viale XX Settembre e la via Covetta: era appena uscito all’area di Villa Ceci, luogo, come specifica una nota della polizia, «frequentato da spacciatori ed assuntori di sostanze stupefacenti».
I poliziotti si sono accorti subito che il 34enne aveva appena fatto uso di droga, circostanza che egli ha confermato, consentendo agli agenti di rintracciare anche lo spacciatore, un minorenne tunisino di 17 anni (come successivamente accertato tramite la radiografia del polso cui il ragazzo veniva sottoposto presso l’ospedale).
Il "baby pusher" aveva addosso la somma di 500 euro, in banconote di vario taglio; inoltre, i poliziotti, dopo un'accurata ricerca nell’area Ceci hanno recuperato un bilancino di precisione che il 17enne avrebbe utilizzato poco prima per confezionare lo stupefacente.
Dall'attività investigativa emergevano responsabilità penali sia del baby pusher tunisino che del 34enne marocchino, per cui entrambi venivano denunciati per spaccio di sostanze stupefacenti.
Al termine degli adempimenti di rito, il 34enne è stato portato presso la Casa di Reclusione di Massa, mentre il giovane tunisino, su disposizione della Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Genova, è stato affidato ai Servizi Sociali di Massa.
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