Sicurezza
Si spaccia come tecnico dell’Eni per derubare anziani nelle case
A seguito di segnalazioni un 40enne di Castagneto Carducci è stato arrestato dai carabinieri aveva monili e ori per un valore di circa 3mila euro portati via da due abitazioni di Vezzano Ligure
SARZANA. Ha finto di essere un tecnico manutentore, o qualcosa di simile, in “servizio domiciliare” per verificare chissà quali apparecchi o bollette dell’Eni, esibendo un tesserino con tanto di foto, in bella vista sul giaccone, riuscendo così a carpire l’attenzione di anziane signore alle cui porte di casa si è presentato.
Visite mirate, però, a rubare quanto capitato sottomano, compresi monili e oggetti preziosi, parte dei quali hanno poi contribuito a smascherarlo e dar quindi modo ai carabinieri di far scattare le manette.
Il tutto è accaduto nella mattinata di lunedì scorso quando un 40enne originario di Castagneto Carducci (Livorno), Salvatore D’Amico, ha prima abbindolato una 86enne di Vezzano Ligure e poi una 73enne della stessa zona, derubandole entrambe di un centinaio di euro, la prima, e di monili e ori, la seconda, il tutto per un ammontare di circa 3mila euro.
Ma la refurtiva è rimasta poco tempo in possesso di Salvatore D’Amico, dato che, a seguito di precise informazioni fornite dalle vittime, i militari hanno potuto rintracciarlo mentre era alla stazione ferroviaria, evidentemente in attesa di tornare a casa dopo la “trasferta”.
E sono stati proprio gli oggetti in oro, callanine, braccialetti e anelli, a permettere ai carabinieri di arrestare l’uomo, a cui carico non ci sarà soltanto l’accusa di furto dato che, come detto, si è presentato alle vittime esibendo un cartellino dell’Eni, risultato essere taroccato. Dopo le formalità di rito, l’uomo è comparso davanti al magistrato che ha convalido l’arresto e fissato l’udienza al 6 febbraio. Dopo di ciò l’uomo è stato rimesso in libertà.
Secondo i carabinieri, però, a carico dell’uomo potrebbero esserci altre responsabilità e quindi chiedono la collaborazione dei cittadini a segnalare eventuali situazioni analoghe. Allo stesso tempo le forze dell’ordine ricordano di non fidarsi di persone che si presentano alle case per controllare apparecchi e bollette o addirittura chiedere soldi per “saldare” conti pregressi, verificare banconote, chiedere contanti per dei “finanziamenti” richiesti da un parente della vittima di turno, il tutto, certe volte, esibendo tesserini fasulli, ma che, agli occhi di persone molto anziane, paiono autentici.(f.p.)
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