Sicurezza
Prostituzione, il pm chiede 39 anni per la feroce gang
A capo dell’organizzazione c’erano due donne: le ragazze venivano picchiate e umiliate per i loro difetti fisici
Trentanove anni di carcere. È quanto ha chiesto il pubblico ministero Alessandra Conforti per i componenti di una gang di sfruttatori di prostitute romeni che aveva portato a Massa decine di connazionali, costringendole ad avere rapporti sessuali con i clienti a suon di botte. Particolare della banda è che era gestita da due donne, spietate al punto tale da coinvolgere anche uno dei loro figli nel giro. Nessuna pietà per le ragazze, che venivano prese in giro per i loro difetti fisici. Una veniva chiamata la cieca perché aveva una malattia agli occhi. Un’altra che aveva le labbra piuttosto pronunciate nelle intercettazioni raccolte dalla squadra mobile viene chiamata “buzata”, ovvero labbrona. Le giovani stanche delle umiliazioni (e delle percosse) subite avevano vuotato il il sacco e con la loro collaborazione è stato possibile smantellarela gang.
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