Sicurezza
Ecco le delibere nel mirino della Procura
Sono di metà anni Novanta e riguardano le costruzioni residenziali e commerciali nell’antico greto del Magra
AULLA. Ci sono anche due delibere del consiglio comunale aullese nel mirino della Procura della Repubblica di Massa nell'ambito dell'inchiesta sui tragici fatti dell'alluvione del 25 ottobre 2011.
Si tratta di due delibere risalenti a metà degli anni Novanta, periodo in cui lo sviluppo urbanistico della città era ancora in pieno svolgimento.
Le delibere di consiglio comunale sono la n. 294 del 9 agosto 1995 (in fondo all’atto, l’allora sindaco Barani risulta assente) e la n. 39 del 16 febbraio 1996. Entrambe sono inerenti un piano particolareggiato pubblico in via Resistenza, dove ha realizzato un centro servizi, commerciale e residenziale la società a responsabilità limitata "La Cometa". Quella zona comprende piazza De Gasperi, dove sorgono condomini e negozi, e sul lato che affaccia su viale Lunigiana fa bella mostra di sè il supermercato Conad, completamente invaso dall'acqua e dal fango del fiume Magra il 25 ottobre 2011, riaperto sei mesi dopo la tragedia alluvionale senza che nessun argine sia stato realizzato, nel frattempo, a protezione dell'area.
Ma c'è altro in quell'area, anche se non immediatamente visibile, ovvero due piani interrati di parcheggi sotterranei, uno al servizio e alla stessa quota del Conad, l'altro ancora sotto di proprietà del Comune di Aulla. I consigli comunali che approvarono quelle delibere risalgono a quando come sindaco e vice sindaco c’erano Lucio Barani e Roberto Simoncini, entrambi indagati nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Massa; e sulle delibere ci sono le firme degli allora dirigenti comunali Giuseppe Lazzerini e Franco Testa, anch'essi indagati.
Ma quello che colpisce maggiormente è il fatto che a nessuno degli allora consiglieri comunali sia venuto in mente che quell'area poteva facilmente allagarsi in caso di piena del fiume Magra: ci fu chi votò contro la delibera n. 294 fra i banchi dell'allora opposizione consiliare, ma le motivazioni addotte chiamavano in causa altre considerazioni, non eventuali fattori di rischio legati a piogge particolarmente intense. E questo nonostante una indagine geologica del 1993 (allegata alla prima delibera) sui terreni in questione, indirizzata a "La Cometa srl", avesse evidenziato la necessità di realizzare le fondazioni a una profondità minima di tre metri e cinquanta centimetri, necessità che derivava "dalla notevole eterogeneità del deposito alluvionale costituente il sito, che, nella parte superiore, presenta livelli limosi e limo-sabbiosi con scadenti caratteristiche geotecniche. Realizzando le fondazioni a tale profondità, rimangono valide - si può ancora leggere nell'indagine - le indicazioni riportate nella precedente relazione geologico/tecnica effettuata dal geologo Piero Pierini, l'ex sindaco di Bagnone, anch'egli indagato, di cui si sottolinea la possibilità di risalita del livello di falda al di sopra del piano di fondazione; dovranno, quindi, essere previste adeguate opere di drenaggio, impermabilizzazione e smaltimento delle acque vadose, che, in periodi particolarmente piovosi, potrebbero interessare tutta la parte interrata del fabbricato e della piazza pubblica".
Quest'ultimo passaggio è quello saliente e fa sorgere una domanda: le opere richiamate sono state adeguatamente realizzate? Infine, ricordiamo chi sono i tredici indagati nell'inchiesta sull'alluvione: l'ex presidente della Provincia di Massa Carrara, Osvaldo Angeli, attualmente commissario della stessa; i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri e Stefano Michela; gli ex sindaci di Aulla, Lucio Barani (attualmente parlamentare di Forza Italia) e Roberto Simoncini (storico delfino proprio di Barani); il dirigente comunale Franco Testa, il quale si occupava del settore urbanistica e lavori pubblici; l'ex dirigente comunale Giuseppe Lazzerini, attualmente direttore generale dell'Erp di Massa Carrara (l'ente che si occupa delle case popolari); il dirigente comunale alla Protezione Civile, Mauro Marcelli; l'ex vice sindaco e assessore comunale aullese all'urbanistica, Gildo Bertoncini; l'ex dirigente comunale all'urbanistica e ai lavori pubblici, Ivano Pepe (tra l'altro già indagato in un'inchiesta sui tre ponti che dovranno sostituire quelli crollati in Lunigiana il 25 ottobre 2011); l'ex sindaco di Bagnone, il geologo Piero Pierini; l'ex assessore comunale aullese alla Protezione Civile, Giovanni Chiodetti.
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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