Il Tirreno

Uccise il figlio, padre davanti al giudice

Uccise il figlio, padre davanti al giudice

La perizia psichiatrica ha escluso l’infermità mentale, Giuseppe Muracchioli dal gup: è accusato di omicidio volontario

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CARRARA. Il 3 settembre di due anni fa uccise il figlio 39enne con cinque colpi di pistola.

Domani Giuseppe Muracchioli, 78 anni, ex commerciante e maestro di arti marziali in pensione, sarà in tribunale a Massa, davanti al gup, per l’udienza preliminare: l’accusa è di omicidio volontario. Ma proprio all’apertura dell’udienza preliminare, dovrebbe esserci subito un rinvio: i legali della difesa (Paolo e Giovanna Barsotti) sarebbero infatti orientati a chiedere per il loro assistito il rito abbreviato.

Intanto si arriva all’udienza preliminare dopo che l’incidente probatorio, ossia la perizia psichiatrica, ordinata dalla Procura (il titolare dell’indagine è il pm Vito Bertoni), ha escluso l’infermità di mente per Giuseppe Muracchioli: quando uccise il figlio Massimo dopo l’ennesimo litigio, il padre - stando alle relazioni dei medici - il padre sapeva quello che stava facendo.

Non essendo stata riconosciuta l’infermità mentale per il pensionato quindi è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario. Il Muracchioli, a causa dell’età avanzata, non rischia il carcere, ma in caso di condanna, la pena sarebbe scontata agli arresti domiciliari.

La vicenda risale a due anni fa. È stato un fatto di sangue terribile. Un omicidio in famiglia che ha scosso la città dove Giuseppe Muracchioli è conosciutissimo e molto stimato. Nel settembre del 2011 questo padre, forse preda dell’esasperazione, dopo l’ennesima lite, ha ucciso il figlio con cinque colpi di pistola. Nel loro appartamento nel cuore di Marina, proprio all’ora di cena.

Forse è stato il troppo amore che gli ha fatto impugnare la sua calibro 7,65 e colpire in pieno petto, il suo Massimo. Forse per mettere la parola fine alle sofferenze di quel suo ragazzone, che da anni era sprofondato nel tunnel della depressione.

Uno stato psicologico di prostrazione, che si era acuito dopo la fine dell'ultima convivenza, quella da cui (dopo un matrimonio fallito alle spalle da cui era nata una ragazza diciottenne) aveva avuto un bambino di tre anni.

Quel figlio che aveva difficoltà a vedere e che ormai per lui era diventato un' ossessione.

La discussione con il padre Giuseppe, quel sabato sera di due anni fa, pare fosse nata, ancora una volta per questo. Ma quel 3 settembre, si è chiusa in tragedia.

Cinque spari, in pieno petto. Poi era stato proprio Giuseppe Muracchioli, a uscire di casa per chiedere aiuto, nella gastronomia sotto casa. Confessando fin da subito quello che aveva fatto.

Per Muracchioli scattarono gli arresti domiciliari e, adesso, dopo la perizia psichiatrica, è arrivata l’udienza preliminare. Quello che si profila è la richiesta di un rito alternativo, il rito abbreviato che ridurrebbe di un terzo la pena (nel caso di condanna).

(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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