Il dolore
Record di studenti, ma pochi soldi
L’sos del presidente Caffaz: «Servirebbero 5 milioni per le sedi, lo Stato ci dà 158mila euro per tutto l’anno...»
CARRARA. «L’Accademia di Belle Arti di Carrara sta ottenendo ottimi risultati, nonostante lo Stato»: lo ha sottolineato il presidente dell’istituzione Simone Caffaz ieri mattina, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.
A dimostrazione dell’ottimo stato di salute dell’Accademia, l’impennata degli iscritti, cresciuti del 40% in cinque anni. La cerimonia si è conclusa con una lectio magistralis di Carlo Freccero, tutta dedicata alla “rivoluzione digitale”.
Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara hanno raggiunto quota 702 e, a febbraio, quando saranno concluse le procedure di iscrizione, dovrebbero arrivare addirittura a 750 unità: un incremento pari al 40% in cinque anni che mette l’istituzione carrarese sopra la media nazionale e in linea con i trend delle grandi Accademie del paese.
Un risultato “confortante” che arriva nonostante le grandi difficoltà che il sistema dell’istruzione attraversa ormai da anni: basti pensare che i contributi dello Stato e degli enti pubblici all'Accademia sono passati dai 527.813 euro del 2008-09 ai 156.320 dell’anno accademico appena iniziato.
«Il 40% in più degli studenti a fronte di una riduzione dei contributi del 70%» ha sintetizzato il presidente dell’Accademia carrarese Simone Caffaz, ieri mattina nel suo discorso di inaugurazione dell’anno accademico a Palazzo del Principe, sottolineando che «Questi confortanti risultati sono stati raggiunti non in raccordo con lo Stato ma nonostante lo Stato».
In questo scenario economico i problemi da affrontare sono tanti: «L’Accademia non ha mai ricevuto un euro per i borsisti» ha dichiarato Caffaz, e questo nonostante l’aumento delle richieste innescato sia dalle difficoltà imposte alle famiglie dalla crisi sia dalla capacità di attrazione dell’istituzione carrarese verso gli studenti provenienti dai paesi extra Ue, che hanno livelli di reddito molto bassi rispetto all’Italia. «Per fortuna in questi anni abbiamo attuato una spending rewiew addirittura in anticipo rispetto alle disposizioni statali. Tuttavia questo oggi non è più sufficiente» ha aggiunto il presidente dell’Accademia, aprendo il capitolo della manutenzione delle sedi. «Per la messa a norma di palazzo del Principe servirebbero 5 milioni di euro ma dal ministero ci hanno risposto che quella cifra rappresenta l’intero budget a disposizione per i problemi strutturali di tutte le 20 accademie e degli 80 conservatori italiani» ha spiegato Caffaz.
Secondo il presidente dell'Accademia, la situazione delle sedi distaccate è «ancora più preoccupante» visto che, non essendo di proprietà dell’istituzione, per la loro manutenzione non si possono nemmeno chiedere finanziamenti al Ministero.
Ma la carenza di risorse incide anche sull'attività didattica e sulla produzione artistica: un esempio su tutti è quello della gipsoteca, una delle più importanti del mondo, che non può essere restaurata ed esposta nella sua interezza proprio per la mancanza di risorse. Su questo fronte c’è però una buona notizia: Caffaz ha infatti annunciato che l’Accademia ha trovato un «accordo di massima» per dare una nuova sede ai prestigiosi gessi, che troveranno casa a Palazzo Cucchiari - Fondazione Giorgio Conti, il cui restauro dovrebbe essere ultimato nel 2014.
Un altro spiraglio positivo si è aperto per quanto riguarda l’avvio del quinquennio di restauro lapideo abilitante all'esercizio della professione: l’Accademia sta infatti perfezionando un accordo con le cooperative di Gioia, Lorano e Canalgrande.
Dopo il "report" sullo stato di salute dell'Accademia di Belle Arti, Caffaz ha ceduto la parola all'ospite d'onore della cerimonia, Carlo Freccero, docente di linguaggio televisivo e comunicazione alle Università di Genova e Roma 3, ex direttore di Rai2 e uno dei massimi esperti di televisione in Europa.
Cinzia Chiappini
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