Sicurezza
Le famiglie dei morti chiedono giustizia
Gli avvocati Masseglia e Persiani si costituiranno parti civili in nome di Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi
AULLA. Dopo l’uscita dei nomi degli indagati per l’alluvione dell’ottobre 2011, gli avvocati che assistono le famiglie delle due persone decedute in quel tragico pomeriggio, si preparano a costituirsi parte civile.
L’avvocato Paolo Masseglia del Foro della Spezia rappresenta la famiglia di Claudio Pozzi.
«Abbiamo preso atto dell’esito positivo delle indagini svolte dalla Procura - dice il legale - la morte del signor Claudio Pozzi, a soli 59 anni, ormai vicino alla pensione e a un nuovo progetto di vita, ha lasciato nel dolore e nella sofferenza i familiari, stravolgendo la loro vita in modo irreparabile. La moglie, Catia Giromini e la figlia Simona Pozzi fanno presente di essere state completamente abbandonate, senza aiuti nè conforto. Attendiamo ora l’accertamento definitivo delle gravi colpe e responsabilità per una tragedia evitabile».
L’avvocato Francesco Persiani del Foro di Massa Carrara tutela i parenti di Enrica Pavoletti, afferma: «I figli della povera signora Enrica Pavoletti, ossia Simonetta Fiorentini, Graziano e Maurizio Roi, assistiti dai propri legali, Michela Biasini e Francesco Persiani entrambi del Foro di Massa Carrara, preso atto della conclusione delle indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Massa, pur essendo costretti in questo frangente a rivivere il dolore per la tragica scomparsa della propria madre, confidano nell’operato dei magistrati fino a oggi svolto senza dubbio in modo solerte e accurato. Auspicano che si possa fare piena luce sulle cause di questa tragedia e che se qualche responsabilità dovesse effettivamente ravvisarsi, si faccia piena giustizia affinchè in futuro non abbiano a ripetersi fatti analoghi».
Claudio Pozzi, 59 anni e la 78enne Enrica Pavoletti, morirono pressochè negli stessi istanti in cui l’onda terribile fuoriuscita dall’alveo del Magra trasformò la parte della città che costeggia il fiume in una sorta di palude di acqua e fango.
L’uomo morì nel garage del condominio in cui abitava, in via Resistenza, mentre l’anziana, che si trovava nella stessa strada, venne travolta dal fiume melmoso mentre attendeva in auto uno dei figli, salito da un medico.
I morti furono dunque “solo” due, ma quel pomeriggio potevano essere molti di più, considerando che la tragedia si consumò in pochi minuti.
I funerali delle due vittime dell’alluvione, l’uomo abitava appunto in città e l’anziana nella vicina Pallerone, si svolsero in forma privata. I parenti, mostrando grande dignità, si strinsero attorno ai due feretri, quasi chiedendo di essere lasciati nel loro dolore.
Poi seguirono mesi di attesa per conoscere, per sapere se c’erano da ricercare delle responsabilità per quanto accadde il 25 ottobre di due anni fa.
E adesso i nomi sono usciti, a conclusione delle indagini preliminari condotte dalla Procura di Massa Carrara, nelle persone del procuratore capo, Aldo Giubilaro e dalla pm Rossella Soffio.
Fabrizio Palagi
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