Gioco
Il Guglielmi riapre davvero, città in festa
Dopo tre anni di stop, tutto esaurito per lo spettacolo di Beppe Fiorello che inaugura la stagione del teatro
MASSA. Sono ingenerosi i massesi, lo sono con se stessi quando si definiscono, e lo fanno spesso, un po’ volgari e più propensi - sempre che sia un difetto - all’azione che alla riflessione.
Poi ci sono momenti in cui la città scopre che uno spessore ce l’ha eccome, che la cultura sa riconoscerla e apprezzarla. Massa è rimasta senza teatro per tre anni e quell’assenza l’ha, non soltanto avvertita, ma anche sofferta e adesso che - a lavori ultimati e impianto antincendio certificato - il Guglielmi riapre, lo “abbraccia” e festeggia. Lo fa mettendosi in fila, davanti alla biglietteria, già alle nove del mattino, per non perdersi il primo spettacolo. Ieri il sipario si apre e rivela Beppe Fiorello, protagonista di “Penso che un sogno così..” con la regia di Giampiero Solari, tributo al grande Modugno e ad un Italia, quella del boom economico, che nel futuro ci credeva. Quasi un monito alla città, ad una rinascita. A partire dal teatro.
Quella di ieri sera è la festa della cultura: palchi pieni, sguardi concentrati in platea, giovani entusiasti nel loggione. È il tutto esaurito. In due settimane di campagna 809 massesi hanno scelto di abbonarsi. 278 persone si godranno tutti gli spettacoli durante la prima serata, 277 hanno optato per la seconda e 254 vivranno la terza serata. Tornano a teatro gli appassionati: su 500 abbonamenti c’è il nome di chi a teatro è sempre andato. Ma 309 sono, invece, nomi nuovi.
Tantissimi i massesi che si sono messi in coda alla biglietteria per conquistare il posto migliore. Qualcuno si è portato avanti e si è assicurato una poltrona per i prossimi spettacoli in programma. Per i ritardatari che non vogliono perdersi di Fiorello, qualche speranza rimane: poche disponibilità e certo non le posizioni migliori, ma la possibilità di un posticino stasera o domani ancora c’è.
La biglietteria rimarrà aperte, nei giorni di spettacolo, dalle 10 alle 13,30 e dalle 18 alle 21,15. A quell’ora, infatti, si spengono le luci, scende il silenzio e si alza il sipario.
Insomma, nonostante la crisi - che spinge a pensare a lungo quando si tratta di sfilare soldi dal portafoglio - i massesi confermano l’amore per il teatro con la T maiuscola e per il loro teatro.
Un successo, quindi, per la fondazione Toscana spettacolo e l’assessorato alla cultura che insieme hanno messo a punto la stagione. Al primo appuntamento i massesi - giovani e meno giovani - si presentano puntuali. (C.S.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
