Il Tirreno

Cellulari, spese giù da 8mila a 2mila euro

Cellulari, spese giù da 8mila a 2mila euro

Il risparmio annuo, anche per i telefoni fissi, è stimato dall’amministrazione in circa 30mila euro

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MASSA. Qualcuno la chiama spending review, qualcuno l’ha ribattezzata politica (o antipolitica) dei tagli. Il sindaco Alessandro Volpi e la giunta preferiscono parlare di risparmi e sobrietà. Insomma, basso profilo. E come si concretizzi quel basso profilo è ormai noto: niente auto blu, niente cene ufficiali a spese del Comune, niente rimborsi per trasferte e niente cellulari.

Addio telefonini per assessori e primo cittadino. Ma il Comune la bolletta per il consumo telefonico la paga. Ci sono chiaramente gli apparecchi fissi, quelli che suonano negli uffici di via Portafabbrica, ma ci sono anche i cellulari di servizio. Basti pensare a quelli nella disponibilità dei reperibili, tenuti a tornare al lavoro e ad intervenire in caso di emergenza.

Bene, anche su quel fronte, si abbatte la scure dei tagli (o la linea della sobrietà, se si preferisce).

Giovanni Rutili, assessore alle finanze, spiega che il risparmio complessivo, alla voce telefoni (utenze mobili e fisse), rispetto all’anno precedente, è di 30mila euro.

La conferma che le spese si sono ridotte arriva dai dati relativi al periodo giugno-settembre. In quei 4 mesi, nel 2010, la telefonia mobile è costata a Palazzo civico 8.428 euro, somma di due bollette bimestrali.

Risparmio lievissimo l’anno successivo (sempre nei 4 mesi di riferimento) quando al Comune sono state fatturati, ancora su base bimestrale, consumi per la telefonia mobile pari a 8.393 euro.

Il risparmio si fa più sostanzioso nel 2012 quando l’importo, da giugno a settembre, scende a 7.101 euro.

Nel 2013 i consumi sono in picchiata e si riducono di circa tre quarti: nei 4 mesi di quest’anno per i cellulari intestati, Palazzo civico ha sborsato 2.634 euro.

La spesa più alta ad agosto e settembre: 725 euro, ben al di sotto del tetto massimo raggiunto nei periodi di riferimento: oltre 2.460 euro nel luglio del 2010.

Insomma di fronte alla crisi e ai tagli ai trasferimenti da parte dello Stato, il Comune conta gli euro e avvia la politica dei risparmi. Cellulari compresi. Garantisce il telefonino a chi ne ha diritto, ma riduce le utenze e tiene d’occhio i consumi. (C.S.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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