Il Tirreno

Ampliare il territorio del Canale Lunense

Ampliare il territorio del Canale Lunense

Tecnici, politici e studenti a confronto nel convegno sul ruolo futuro dei consorzi di bonifica

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CASTELNUOVO MAGRA. C'erano anche due classi, in rappresentanza dell’istituto Arzelà sezione Agraria di Sarzana, al partecipato convegno “Manutenzione del territorio e ruolo dei consorzi di bonifica”, organizzato dal Consorzio di bonifica e irrigazione Canale Lunense, svoltosi a Ca’ Lunae, a cui all’ultimo momento ha dato forfait il ministro Andrea Orlando.

«Bisogna cambiare passo – ha sottolineato il senatore Massimo Caleo nella sua introduzione - sulla difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico dobbiamo necessarimente ripensare le strategie. La mia proposta che metto in campo stamane è quella di lavorare per mettere assieme senza indugi Autorità di bacino e il Consorzio per seguire tutta la questione della sicurezza nel bacino del Magra. Le due Regioni e gli enti locali coinvolti facciano al più presto un tavolo di lavoro per concretizzare questa proposta».

Marzio Favini, sindaco di Castelnuovo, ha ricordato che esistono «risorse a cui attingere solo se si lavora insieme, perché le sono premiati i progetti concreti e sinergici, cioè è necessario che tutti i soggetti coinvolti progettino la sicurezza del territorio. Le frammentazioni non premiano più, anzi, divisi non andiamo da nessuna parte».

I temi del convengo sono stati introdotti dal presidente del Consorzio, Massimo Morachioli: «Abbiamo voluto, con questo incontro, sottolineare che questo consorzio è sì una piccola, minuscola realtà se raffrontata ad altre realtà nazionali, basti pensare all’istituendo mega consorzio Toscana Nord, ma che ha una storia e un ruolo di tutto rispetto che inizia alla fine del ‘700. Oggi ci vogliamo concentrare sulla nostra attività di bonifica e discutere del nostro ruolo in un quadro che vada oltre i limiti attuali, attività che ci vede impegnati in una piccola porzione di pianura della bassa val di magra. E’ quindi chiaro che lo schema attuale che regola le attività del nostro consorzio non è più proponibile dal punto dell’ambito di competenza, dal punto di vista amministrativo e finanziario. La nostra proposta prevede un allargamento del comprensorio di bonifica a tutto il bacino idrografico della bassa Val di Magra, da Caprigliola alla confluenza col Vara, al crinale pre-appenninco che da Caprigliola arriva a Ortonovo e a quello di Montemarcello-Lerici-Arcola-Vezzano-Follo. E i consorzi sono il contenitore ideale per azioni condivise, anche sotto il profilo del diritto. Chiedo quindi ai rappresentanti politici presenti, che ci diano una mano inserendo il Magra in un progetto pilota, magari con respiro europeo».

Tema della condivisione e della necessità di fare sistema è stato ripreso anche da Massimo Gargano, presidente Associazione nazionale bonifiche: «I territori colpiti da catastrofi sono in costante aumento e questo è dovuto, oltre all’abbandono dei territori anche alla mancanza di manutenzione. Queste fragilità del territorio poi associate ai cambiamenti climatici»

. Dalle Regioni coinvolte, alcune risposte. «La Regione valorizza da sempre i consorzi – ha detto Anna Rita Bramerini assessore all’ambiente della Regione Toscana – e non c’è nessuna volontà di abolire l’autorità di Bacino del Magra».

«La difesa del suolo è una priorità per il nostro paese – ha aggiunto Renata Briano, assessore all’ambiente della Regione Liguria - questo non era così in passato. E il Canale Lunense può essere una valida sperimentazione».

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