Il Tirreno

«Sarai il nostro angioletto danzante»

«Sarai il nostro angioletto danzante»

L’addio alla dodicenne Matilde: la chiesa di Bonascola non ha potuto contenere tutta la folla in lacrime

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CARRARA. Il grande crocifisso bianco sopra l’altare, ha accolto con le sue lunghissime braccia aperte, la dodicenne Matilde Milani, in una chiesa, a Bonascola, così gremita che non ha potuto contenere tutta la folla che si è radunata per dare l’addio alla bimba uccisa da un tumore al cervello. All’ingresso, ad accogliere il feretro, i giovani con tanti palloncini bianchi e celesti e il disegno di un grande cuore rosso.

Anche il sindaco Angelo Zubbani, a nome della città, ha voluto essere presente, cittadino fra i cittadini, perché tutta la comunità carrarese ha sofferto come si soffre quando una giovanissima vita viene strappata ai genitori, e al futuro. Il parroco rivolgendosi direttamente a Matilde, guardando il cielo ha detto: «Hai dimostrato di saper affrontare la vita con più coraggio di molti adulti, sei uscita dalla vita un sabato pomeriggio, chiediamo al Signore la grazia affinché l’immenso dolore della tua perdita sia trasformato nella gioia di averti avuto, di averti amato. Ti pensiamo fiore tra i fiori. Nella festa delle Palme eri qui, ad alzare al cielo le palme, con i tuoi amici. Questi sono segni. Ora si aprono per te le porte della Gerusalemme eterna, la dignità che ci hai mostrato ci sostenga. Buon cammino Matilde».

Nella chiesa, tanti compagni di scuola, amici coetanei di Matilde. Una ragazzina va al microfono, legge una poesia composta dalla dodicenne il 16 maggio del 2012. Parla di una tempesta, e della voglia di primavera. Parole di un’adolescente che riflette, di un’adolescente che “vuole” vedere la parte bella della vita.

Dice un’altra ragazzina al microfono: «Matilde era speciale, aveva un cuore grandissimo, e a lei interessava avere molto amore dalle persone, mi mancherà tantissimo».

E’ la volta degli adulti: «Ciao piccola Mati, voglio ricordarti felice, desiderosa di vivere. Avrei voluto vederti ancora ballare, nuotare, divertirti. Sarai il nostro angioletto danzante». La bimba aveva frequentato una scuola di danza, facendo diversi saggi.

La presenza di tanti giovanissimi in chiesa, ieri pomeriggio, è stata significativa. Matilde è rimasta nel cuore di tutti.

Fuori dalla chiesa, nelle vie circostanti, non c’erano più parcheggi liberi, i vigili urbani hanno dovuto chiudere un tratto di strada per consentire l’accesso a piedi alla chiesa, nella quale hanno risuonato le parole del ricordo, quelle del parroco, e delle persone che a Matilde hanno voluto e continueranno a volere un bene immenso.

L’applauso che ha portato la commozione alle stelle, è esploso quasi al termine della funzione funebre, quando una giovanissima, piangendo, si è avvicinata al microfono davanti all’altare, per dire ciò che evidentemente non riusciva più a trattenere e che avrebbe voluto dire a Matilde guardandola negli occhi, abbracciandola. Ma non è stato troppo tardi, non è mai troppo tardi per far parlare il cuore: «L’ultima volta che ti ho visto abbiamo litigato... – ha detto fra i singhiozzi – ma la nostra amicizia durerà per sempre».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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