La manifestazione
Lo scuolabus (usato) a costo zero
La spending review della giunta: coi soldi delle auto blu (vendute a 11.500 euro) compra il “bussino”
MASSA. «E con i soldi delle auto blu compreremo uno scuolabus». Così aveva scritto il sindaco Alessandro Volpi sui Facebook alcune settimane fa. Frase da più parti contestata (“non sa cosa dice: le auto sono in vendita a 5mila euro, un bus per bambini costa 45-50mila euro e più», era il senso delle critiche) e ai più era apparsa come una battuta piuttosto che un’azione di programma.
Invece non era una boutade. L’amministrazione sta davvero riuscendo in questa operazione a costo zero. Intanto, dalla vendita delle due Bmw aziendali ha incassato 11.500 euro; poi ha lanciato un bando per acquistare uno scuolabus, usato, a 16mila euro. «L’avviso di manifestazione di interesse scadrà il 9 dicembre, ma abbiamo già fatto verifiche presso i siti specializzati e abbiamo già preventivi per mezzi come quelli che cerchiamo», dice Giovanni Rutili, assessore al Bilancio, smentendo i tanti scettici che si domandavano: “ma chi mai potrebbe vendere uno scuolabus usato?”
«Ci sono associazioni private che si occupano di trasporto o servizi sociali, scuole parificate, altri enti che per varie ragioni intendono disfarsi di mezzi con le caratteristiche che richiediamo. Contiamo di chiudere l’affare entro breve tempo anche perchè dello scuolabus ne abbiamo bisogno. L’unico di proprietà del Comune è del 1996, ha 200mila chilometri e ha danni per 7-8mila euro. Abbiamo valutato più conveniente acquistarne uno, anzichè ripararlo. Con la vendita delle auto blu e i risparmi su assicurazione e tasse di circolazione delle due ammiraglie, sarà un’operazione quasi a costo zero», dice ancora Rutili.
La scelta dell’usato, spiega poi l’assessore, ha un carattere “emergenziale”: uno scuolabus nuovo costa 45-50mila euro «e trovare queste risorse con il bilancio già definito non sarebbe stato facile. Con il prossimo esercizio, comunque, contiamo di acquistare un mezzo nuovo».
Rutili garantisce, infine, che, anche se usato, il “bussino” avrà tutti i requisiti di sicurezza e comfort per il trasporto di bambini.
Così, mentre le cronache son ancora piene di storie di spese folli della politica (citiamo ad esempio il caso dei due consiglieri regionali emiliani in missione in Campania che hanno speso 900 euro per il taxi), ecco da palazzo civico un altro esempio di spending review locale.
L’operazione scuolabus usato, però, non dà risposta alla Dammi Voce, associazione onlus, che si occupa di sostegno ai disabili. «Ci auguriamo che l’acquisto dello scuolabus venga effettuato tenendo conto delle esigenze di tutti, anche di coloro che hanno difficoltà motorie o sono affetti da disabilità, cioè munito di apposita pedana e cinture di sicurezza secondo le norme Ue», sperava l’associazione che, nel 2012, aveva presentato al bilancio partecipato un progetto, risultato il più votato, per dotare i bus di pedane per carrozzelle.Ma il “nuovo” mezzo non avrà caratteristiche a misura di disabile: per i bambini con difficoltà motorie, la piccola grande discriminazione di non poter salire sui mezzi con i loro compagni, continua.
Claudio Figaia
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