Il Tirreno

Le imputazioni: omicidio e disastro colposo

Le imputazioni: omicidio e disastro colposo

Nel mirino la cassa di espansione, le costruzioni nell’alveo del Magra e la mancata informazione

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AULLA. L’indagine della Procura di Massa Carrara, condotta dal Procuratore capo, Aldo Giubilaro e dalla sua sostituta, Rossella Soffio, è andata avanti per due anni.

Alla conclusione dell’inchiesta, è stato sancito che i reati in questione sono omicidio e disastro colposo, con la conseguente emissione dei 13 avvisi Ma ecco la specifica della Procura che fa riferimento a tre distinti tipi di responsabilità.

Il primo riguarda la cassa di espansione lungo il fiume Magra, in località Chiesaccia nel Comune di Villafranca «per non essere stato impedito che la cassa, non ancora collaudata, si riempisse di acqua (del fiume) e, causa il cedimento dell’argine a valle, riversasse la stessa come “bomba d’acqua” sull’abitato di Aulla».

Poi il riferimento «Alle costruzioni realizzate negli anni nell’alveo del fiume Magra, in violazione delle norme in materia urbanistica e di tutela dal rischio idraulico, per essersi fatto in modo che ampia parte dell’abitato di Aulla fosse esposto alle piene del fiume Magra e ai relativi gravi rischi».

Il terzo punto si riferisce «Alla mancata predisposizione di misure atte a evitare o ridurre il rischio da inondazione e alla mancata informazione alla popolazione in caso di avvisi meteo e di allerta, come nel caso in esame, al livello più elevato, per non essersi fatto in modo che il rischio dovuto alla piena del fiume Magra venisse eliminato o almeno ridotto; che la popolazione non si trattenesse nell’area colpita dalla piena del fiume e non venisse investita da questa».

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