Sicurezza
Gesco: ok ai mini lotti gli artigiani ora sperano
Operazione “salviamo il salvabile” per il comparto artigiano mai nato all’Olivetti Via libera a capannoni di 250 metri, intanto il consorzio va in concordato
MASSA. Operazione “salviamo il salvabile” per Gesco, il comparto artigianaleell’area ex Olivetti progettato ormai 13 anni fa e non ancora decollato. Gesco, consorzio di piccole imprese che, sotto l’egida di Confartigianato, ha promosso l’operazione per la quale ha ottenuto finanziamenti dalle banche per 14 milioni di euro circa, ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo “in bianco”, mentre i 37 consorziati che hanno opzionato gli spazi sono sfiduciati dalle lunghe attese e dall’incertezza dell’investimento.
Ma ora arriva dalla giunta Volpi una variante che potrebbe dare finalmente dare le gambe al progetto. Si tratta di una delibera che, in sostanza, concede la possibilità di frazionare il corpo centrale del comparto in capannoni di dimensioni ridotte: dell’ordine dei 250 metri quadrati. È quanto da tempo chiedevano le aziende e quanto, ossia il vituperato “spezzatino” di un’area produttiva che nei progetti originari doveva essere frazionata in lotti di dimensioni ben più grandi – 800 metri quadrati e più – per imprese di dimensioni maggiori.
«Finalmente la situazione si è sbloccata, le varianti adottate dall’amministrazione Pucci per favorire gli insediamenti erano in realtà un equivoco: in realtà non consentivano appezzamenti più piccoli. Dobbiamo dare atto a questa nuova giunta di essersi mossa in sintonia con le nostre esigenze e di avere agito in tempi brevi», dice Giuliano Angelotti, presidente di Gesco.
La delibera in questione prevede che nel “monoblocco” centrale dell’area – 24 mila metri quadrati complessivi – possano andare 8 capannoni da 250 metri quadrati (il 10% della superficie totale);10 insediamenti da 300 a 500 metri e altri, a completamento delle superfici, da 7-800 metri. Le zone più vicine alla strada dell’area, resteranno invece destinate a capannoni più grossi.
«Questa novità – dice ancora Angelotti – sta rinfrancando il consorzio e ci offre la possibilità di fare entrare nuovi soci. Certo, la situazione di crisi rende tutto più difficile, ma possiamo farcela».
Il comparto Gesco era stato concepito come un progetto per dare nuovi spazi alle aziende artigiane del territorio; gli accordi costitutivi prevedevano che le nuove assunzioni – si parlava addirittura di 100 posti – privilegiassero gli ex lavoratori espulsi dalle fabbriche del territorio. «Un impegno ancora in piedi», conferma il presidente del consorzio.
Sullo sfondo, però, resta anche l’opzione di aprire parte dell’area ad attività di tipo commerciale. Tutto da vedere.(c.f.)
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