Sicurezza
«Basta fingere che i progetti Piuss si possano ancora fare»
MASSA. Scelte urbanistiche prese anni fa e adesso- in piena crisi e con un mercato immobiliare al collasso - di difficile fattibilità. È questa la premessa di Italia Nostra. Un esempio: «L’accordo...
MASSA. Scelte urbanistiche prese anni fa e adesso- in piena crisi e con un mercato immobiliare al collasso - di difficile fattibilità. È questa la premessa di Italia Nostra. Un esempio: «L’accordo di programma tra Regione e Comune stipulato nel 2005 per la dismissione dell’ospedale e la costruzione al suo posto di appartamenti che dovrebbero servire a finanziare il nuovo distretto. Più precisamente è previsto il mutamento di destinazione d'uso dell'ospedale e la sua trasformazione finalizzata alla realizzazione di centinaia di appartamenti senza che tutto ciò sia stato preventivamente valutato per ciò che concerne le ricadute in termini di viabilità, mobilità, coesione sociale ed economica. Il bilancio futuro di questa operazione - prosegue Italia Nostra - andrebbe completamente rimodulato alla luce del crollo dei prezzi in edilizia. Nonostante ciò non ci pare che questa preoccupazione sfiori i nostri rappresentanti politici».
E ancora: «Perché fingere che quel che resta del Piuss abbia possibilità di essere realizzato? Borgo Ducale è fermo da mesi; il centro sociale della Concia è morto e sepolto; il Pomario è stato acquisito in gran parte dal Comune, ma finora l’unico risultato visibile di questa perequazione urbanistica tra pubblico e privato è la costruzione di un palazzo in via Meucci; per non parlare dell’edificio davanti alla scuola Bertagnini realizzato dai privati in cambio di per ora fantomatiche opere pubbliche. Lasciare nel limbo porzioni importanti di territorio richiamandoci a varianti urbanistiche inattuali e inattuabili è assurdo. Molto meglio sarebbe deperimetrare le aree Piuss e ricondurle all’interno del regolamento urbanistico in formazione. Su questo Italia Nostra presenterà sicuramente a suo tempo specifiche e dettagliate osservazioni».
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