Sicurezza
Angelini: «Così cambierò la Bonifica»
Il commissario versiliese guida la lista «Sicurezza idraulica, ambiente, equità e partecipazione»
MASSA CARRARA. Disponibile, corretto, ottimista: si definisce così Fortunato Angelini, 68 anni, commissario del Consorzio di bonifica Versilia Massaciuccoli e candidato alle elezioni di sabato 30 novembre per il nuovo maxi ente Toscana Nord, con la lista "Sicurezza idraulica, ambiente, equità e partecipazione". «Vorrei dare un contributo concreto a questa riforma che ho visto nascere sulla carta», esordisce Angelini, rispondendo alla domanda sul perché della decisione di candidarsi, dopo due mandati da presidente del Consorzio versiliese.
Consorzio ritenuto molto efficiente visto che oltre alla ordinaria manutenzione da anni riesce, grazie anche ad uno staff tecnico di primo piano, ad elaborare progetti di difesa del suolo che vengono finanziati da Regione e Comunità europea.
Come giudica il riordino dei consorzi definito dalla Regione Toscana?
«Luci e ombre. Di positivo, c'è che d'ora in poi avremo più chiarezza su competenze e responsabilità relative al territorio perché si raccoglieranno in capo a un unico soggetto istituzionale; per contro, le dimensioni di questo grande Consorzio rischiano di far perdere quel contatto diretto con i cittadini che ho sempre ritenuto fondamentale per un ente di bonifica».
Come vorrebbe organizzare il nuovo Consorzio?
«Con un centro direzionale e una presenza più ramificata possibile di presidi operativi sul territorio. Questo, sia per intervenire più velocemente e con efficacia massima in emergenza, sia per sviluppare una conoscenza capillare del territorio: con oltre 360 mila ettari da proteggere, dovremo essere pronti a lavorare ovunque nel modo giusto».
Quali sarebbero le sue priorità per la provincia di Massa Carrara?
«Migliorare la portata del reticolo esistente con interventi di manutenzione straordinaria e potenziarne la capacità di ritorno in caso di forti precipitazioni. I corsi d'acqua che scorrono sul territorio apuano sono tutti di terza categoria idraulica e hanno subito, negli anni, un forte processo di interramento: per mettere al sicuro abitati e terreni, ritengo indispensabile ricalibrare la portata del Ricortola, del Frigido e del Canal Magro, tanto per fare qualche esempio».
Nel territorio del nuovo consorzio Toscana Nord c'è una forte componente montana: ci sono strumenti e conoscenze per farlo, in un ente che storicamente lavora in pianura?
«Per quanto riguarda la mia esperienza diretta, direi di sì. Al Consorzio di bonifica Versilia Massaciuccoli abbiamo in atto dal '98 una convenzione pilota con la Comunità montana dell'Alta Versilia, oggi Unione dei Comuni, per intervenire anche qui con la manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua. Avevamo un accordo anche per l'intervento in emergenza fino a poche settimane fa, poi la Regione ha deciso di delegare quest'incombenza alla Provincia».
Il nuovo ente avrà risorse per tutti questi interventi?
«Purtroppo penso di no. Per questo ritengo sarebbe necessario stilare un piano di lungo respiro, magari con portata decennale, in grado di intercettare fondi comunitari. Positivo sarà comunque il fatto che ogni euro che avrà a disposizione il nuovo Consorzio sarà dedicato alla tutela del territorio: non saranno risorse residuali, come oggi succede con altri enti pubblici, che devono "smistare" i loro fondi fra diverse necessità».
Restiamo in tema di soldi. Aumenterà il tributo di bonifica?
«Per il progetto cui vorrei dare corso, non in questa prima fase. Sul fronte contributivo, darei priorità all'aggiornamento dei catasti consortili per verificare o ridefinire, se ce ne sarà bisogno, immobili e terreni messi a ruolo. Questo per capire se i consorziati pagano un tributo equo rispetto al beneficio che ricevono dall'attività del loro ente».
Cosa teme di più di queste elezioni?
«La bassa partecipazione. Soprattutto nelle aree di montagna, dove i Consorzi non erano direttamente presenti. Sarebbe una grave sconfitta per tutti, vincitori e vinti della competizione elettorale».
Se diventerà presidente del nuovo Toscana Nord, quale sarà il suo primo atto ufficiale?
«Vorrei parlare subito con tutti i sindaci del comprensorio e programmare con loro le prime cose da fare per uniformare il regime di prevenzione. Per prendersi cura di un territorio bisogna prima conoscerlo a fondo: credo che l'informativa più rapida e puntuale possa arrivare da chi lo amministra».
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