Toscana
«Via il cemento dai fossi» Offensiva anti alluvioni
I cittadini obbligati a eliminare, a loro spese, le “tombinature” pericolose Già notificate le ordinanze per il Bozzone, in partenza quelle per il Calatella
MASSA. Al grido di “anche i privati facciano la loro parte per mettere in sicurezza il territorio” è partita l’offensiva dell’amministrazione per eliminare le tombinature dei fossi sul reticolo idraulico tra colline e mare.
È partita dal Fosso Bozzone (la zona della Partaccia più vicina all’autostrada) con l’invio di sette ordinanze, recapitate ad altrettanti proprietari di terreni, in cui si intima ai cittadini interessati di attuare tutti gli interventi di “adeguamento della funzionalità idraulica del fosso Bozzone” indicati dallo studio realizzato dal Comune, tra cui “l’eliminazione della tombinatura e l’arretramento della recinzione”. Si tratta di una prima ondata di ordinanze di questo tipo, a cui ne seguiranno altre. Quelle per la zona del “Calatella a mare”, sono già in partenza; altre dovrebbero riguardare altre aree a rischio della piana al di sotto dell’autostrada.
Considerate una delle cause prime delle esondazioni dei canali che si sono ripetute in quesit anni, le tombinature sono in sostanza la copertura di un tratto del corso d’acqua con opere in cemento al cui interno viene installata una tubazione per consentire il passaggio delle acque. Una cementificazione a volte abusiva, spesso pericolosa. Ad ogni evento alluvionale si scopre che le tombinature erano ostruite da vegetazione e detriti, o che erano state realizzate con un diametro inadeguato alla portata delle piene, o con una pendenza insufficiente a garantire un regolare deflusso delle acque. Insomma, una causa di disastri che l’amministrazione ha deciso di eliminare. La Protezione civile ha per questo affidato ai tecnici del Comune di Massa Fernando Della Pina e Marco Balloni, con la collaborazione del comprensorio di bonifica, uno studio per individuare le “criticità” (cioè i punti di pericolo) sul reticolo idraulico della zona. Lo studio, che riguarda anche i restringimenti artificiali degli argini, ha ottenuto il via libera di Comune e Provincia ed è diventato lo “strumento” a cui i privati dovranno adeguarsi nel loro lavoro di messa in sicurezza.
I cittadini, dunque, dovranno provvedere, a loro spese, a demolire i ponticelli che collegano la casa alla strada o la copertura del fossato in giardino e a garantire un migliore scorrimento delle acque. Entro un mese dalla notifica, dovranno comunicare al Comune quanto hanno fatto; chi non ottempererà al provvedimento rischia multe pesanti e anche un’azione penale.
Claudio Figaia
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