Il Tirreno

Le Poste pagheranno i maggiori interessi

Le Poste pagheranno i maggiori interessi

La storia a lieto fine grazie a una sentenza che ha riconosciuti i diritti sui buoni fruttiferi serie AF

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SARZANA. Il papà, quando aveva undici anni, aveva comprato per il figlio dei Buoni fruttiferi postali, con un tasso di interesse massimo dell’8,16% annuo. Quando però il figlio, oggi 27 anni, è andato a riscuotere, si è trovato di fronte gli interessi decurtati per circa il 30 per cento, una cifra di diverse migliaia di euro. Ma il cittadino sarzanese si è rivolto al tribunale, attraverso l’avvocato Paolo Borsi del foro della Spezia (ha studio a Sarzana) e con un procedura sicuramente veloce rispetto alla media (ricorso a febbraio, risposta pochi giorni fa) si è visto riconoscere dal Tribunale della Spezia (giudice Ettore De Roberto) in toto gli interessi previsti dal buono cartaceo, della serie AF emessa fra il 29 ottobre e 23 giugno 97.

Come è stato ricostruito (il caso è stato analizzato su “Plus” del Sole 24 Ore), il buono fruttifero postale della serie AF era stato acquistato il 6 agosto 1997; da alcune settimane erano entrate in vigore condizioni meno favorevoli (interesse massimo del 6,68%), cioè quelle che le Poste volevano riconoscere al figlio dell’acquirente quando si è presentato all’ufficio postale per chiedere il rimborso. Poste italiane ha spiegato al “Sole” che «All’epoca dell’emissione dei titoli in esame, in occasione del cambio serie e in attesa della stampa dei nuovi Buoni da parte del Poligrafico, gli operatori addetti allo sportello, dovevano apporre un nuovo timbro/adesivo - annullando quelli della serie precedente - con l’indicazione dei tassi effettivamente in vigore a quella data; procedura che in questo caso non è stata effettuata dall’operatore. Per questi casi, riconducibili peraltro alla Sentenza della Corte di Cassazione 13797/2007, Poste italiane procede a riconoscere il maggior rendimento. Infine facciamo presente che se il cliente avesse fatto un semplice reclamo allegando il Buono, ovvero anche senza ricorrere alle vie legali, Poste italiane avrebbe comunque riconosciuto e liquidato il maggior rendimento».

«Veramente - ribatte l’avvocato Paolo Borsi - prima di agire in giudizio abbiamo provato più volte a ottenere gli interessi. Anche in tribunale le Poste hanno provato a opporsi».

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