Il Tirreno

Rubata l’identità web a una sindacalista Cobas

Rubata l’identità web a una sindacalista Cobas

Password violata, dall’e-mail di Cristina Ronchieri partono migliaia di falsi messaggi E sul rete truffato anche un ragazzo che cerca un posto di lavoro

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“Sono a Liverpool, Regno Unito, i miei documenti sono stati rubati assieme al passaporto e alla carta di credito. L’ambasciata è disposta ad aiutarmi per il rientro, ma devo pagarmi il biglietto aereo e le spese di hotel. Ti chiedo per questo un piccolo prestito che ovviamente restituirò appena tornata. Se potessi mandarmi i soldi tramite Western Union sarebbe ottimo”. Dice così la mail inviata da Cristina Ronchieri, insegnante e componente dell’esecutivo nazionale dei Cobas scuola. Una richiesta di aiuto recapitata a migliaia di indirizzi di posta elettronica. Il problema è che Cristina Ronchieri non è a Liverpool, non ha subito furti e non ha chiesto soldi a nessuno. Anzi, un furto lo ha subito lei: le hanno rubato l’identità. Almeno quella elettronica. Qualcuno si è impossessato della sua password e con essa dell’account di posta elettronica, che ha utilizzato per lanciare a tutti i destinatari possibili questa specie di richiesta di aiuto e di soldi.

E non è l’unica truffa in agguato sulla rete: un ragazzo di Montignoso cerca lavoro, trova un annuncio ben scritto, in 5 lingue: una famiglia cerca personale per un albergo al confine con l’Austria. Invia il curriculum , viene scelto e ricontattato. I datori di lavoro sono pronti a preparare per lui tutta la documentazione, ma servono marche da bollo, gli chiedono quindi 60 euro. Il giovane fa il bonifico e la fatidica famiglia di imprenditori sparisce. Una trappola in cui sono caduti in parecchi, in tutta Italia. E non solo.

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