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«Offriamo lavoro in hotel in Austria» Ma è una truffa

MONTIGNOSO. Disperato dopo essere stato licenziato, cerca un impiego, qualunque cosa pur di tornare a guadagnare uno stipendio decente, ma incappa in una vera e propria truffa on line, di carattere...

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MONTIGNOSO. Disperato dopo essere stato licenziato, cerca un impiego, qualunque cosa pur di tornare a guadagnare uno stipendio decente, ma incappa in una vera e propria truffa on line, di carattere internazionale, di cui potrebbe a breve occuparsi la polizia postale.

È accaduto ad un giovane di Montignoso, che non ha ancora voluto sporgere denuncia, umiliato e abbattuto dalla trappola in cui è caduto. Come molti ragazzi in cerca di lavoro, il giovane si era rivolto al web, cercando tra annunci, blog, siti specializzati in offerte. Trova un annuncio davvero allettante: una famiglia italiana cerca due camerieri, un cuoco, un barista, due addetti alla pulizia e un portiere, in vista dell'apertura di un albergo al confine con l’Austria. Richiesta un po’ di esperienza, conoscenza della lingua inglese e disponibilità a spostarsi, visto che, se l'albergo avesse ingranato, gli imprenditori avrebbero di sicuro ingrandito l'attività e aperto una piccola catena. Contratto per un anno, in attesa di vedere come andava, possibilità di affittare, magari assieme agli altri dipendenti, una stanza in un appartamento di proprietà della stessa famiglia a prezzi modici e possibilità di fare carriera. L'annuncio era disponibile in cinque lingue diverse, inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano. Nel sito dell'albergo il ragazzo trova tutte le informazioni per inviare il curriculum, poi guarda le foto delle stanze, la location, prende la mail e il numero di telefono e i titolari dell'hotel lo chiamano pochi giorni dopo. Il suo curriculum sembra interessare, i proprietari dell'albergo gli propongono un mese di prova, pagato, con vitto e alloggio coperto; si offrono di occuparsi dei documenti necessari per permettergli il mese di prova direttamente dall'Austria, visto che le normative in materia di rapporti di lavoro sono diverse da quelle italiane e gli chiedono per questo un bonifico da 60 euro, necessario per le marche da bollo. Infine lo informano che qualche giorno prima del colloquio gli avrebbero inviato il biglietto del treno per il viaggio. «Forse avrei dovuto capire che c’era qualcosa che non andava – racconta il ragazzo – ; il mese di prova spesato, i documenti fatti da loro, il biglietto del treno... tutto troppo bello. Però ho pensato: in Austria c’è gente seria». Invece, era una colossale bufala. Il biglietto del treno non arriva e, così, il giorno prima del colloquio il ragazzo prova a ricontattare i titolari dell'albergo: tutti spariti, il sito internet scomparso, mail che dava errore all'invio, il telefono muto. E allora capisce di essere stato truffato e come lui probabilmente centinaia, forse migliaia, di ragazzi di tutta Europa. 60 euro, infatti, non sono una grande cifra, ma sommata per tutti quelli che ci sono cascati, è facile pensare che il "giochetto", quasi a costo zero per i truffatori, sia valso decine di migliaia di euro.

Nelle mani del ragazzo resta soltanto il numero di un conto su cui è stato effettato il bonifico che chissà a chi appartiene e che fine ha fatto. Inoltre è facile pensare che le stesse persone siano capaci di "riciclare" la truffa cambiano ogni volta la tipologia di lavoro richiesta: in ottobre aprivano un albergo, magari a novembre sarà un ristorante, a dicembre un centro benessere. Con lo stesso obiettivo: imbrogliare e spillare soldi a chi è in cerca di un impiego.

Manuela D’Angelo

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