Il dolore
La Cgil: «Siamo in ritardo sulle Case della salute»
Isa Zanzanaini: «In funzione solo quella di Villafranca in Lunigiana» Ma il sindaco Zubbani: «Già previste nel percorso verso il nuovo Ospedale»
CARRARA. «I modelli, organizzativi e culturali, della sanità pubblica stanno diventando inadeguati nei confronti dei cambiamenti profondi della società e a fronte del mutato quadro economico; essi non costituiscono più una garanzia per il mantenimento e lo sviluppo del sistema sanitario pubblico e del diritto alla salute dei cittadini, così come lo conosciamo». Questo l'incipit della delibera regionale 1235, nonché le basi sulle quali si è sviluppato il convegno organizzato dalla Cgil Funzione pubblica e Spi presso la Sala riunioni del Presidio distrettuale di Piazza Sacco e Vanzetti, alla presenza del sindaco Angelo Zubbani e della Direttrice generale dell'Asl1 Maria Teresa De Lauretis. “Quali fondamenta per le nostre Case della salute?”, su questa domanda, che titolava il congresso ha introdotto Isa Zanzanaini, Segretaria confederale della Cgil di Massa-Carrara: «Abbiamo sentito l'esigenza di darci questo appuntamento - ha affermato Zanzanaini - perché, come sindacato non condividiamo il modo in cui l'argomento viene affrontato in provincia. Il punto infatti - prosegue - non è dove dovranno sorgere le Case della salute ma, al contrario, cosa dovranno contenere, dato che avere sedi comuni dovrà servire a decidere collegialmente riguardo all'organizzazione di queste nuove realtà».
Il territorio infatti si troverebbe in forte ritardo rispetto al resto della Toscana, avendo ad oggi, esclusivamente una Casa della Salute, quella di Villafranca in Lunigiana. E se la politica dovrebbe assumere il punto di vista del cittadino, evitando di frammentare i servizi, sarebbe possibile anche volgere in positivo il ritardo in cui la provincia si trova, ovvero prendere esempio da chi ha pluriennale esperienza, che funziona, in merito, come Empoli dalla cui Casa della salute hanno relazionato i medici Luciano e Antonio Fanciullacci: «Non si tratta semplicemente di case della salute - hanno affermato - ma di creare quella che si chiama aggregazione funzionale territoriale, ovvero la capacità, da parte di tutti i soggetti di mettere in rete le proprie competenze, creando una figura nuova di medico di famiglia che superando le divisioni esistenti tra medicina generale e specialistica possa fruire di una sorta di équipe per le cure intermedie, dopo l'avvento degli ospedali per l'intensità di cura».
La casa della salute insomma dovrà servire alla prevenzione ed alla cura dei malati lievi e cronici tramite un'assistenza sanitaria basata sulla medicina d'iniziativa, ovvero ripensare ad un accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini in un’ottica di equità, propria di un sistema universalistico, che tenga conto delle dinamiche demografiche, epidemiologiche, sociali ed economiche e soprattutto all'invecchiamento della popolazione, che ha portato una grande quantità di malati cronici.
Sulla stessa linea anche il dottor Amedeo Baldi della Casa della salute di Villafranca creata nel 2005: «Voglio sottolineare il tema della prevenzione, sulla quale si spende appena il 3% in Europa, ma che costituisce il primo elemento per una buona sanità, se si pensa che tra le prime cause di morte sono l'ipertensione, il fumo di tabacco, l'abuso di alcool, l'obesità, l'inattività. Per quanto riguarda l'invecchiamento, il fatto che l'Italia sia il Paese più longevo dopo il Giappone, deve farci riflettere su un futuro in cui la malattia cronica sarà sempre più diffusa». «Per quanto non siamo portatori di esperienza in merito - ha affermato Zubbani - non possiamo neppure dire di essere all'anno zero. I tempi di costruzione del Noa al momento sono rispettati e il nostro Pal ha il merito di non essersi limitato a guardare esclusivamente il lasso di tempo che ci separa dall'apertura dell'Ospedale Unico, ma di aver guardato al futuro predisponendo in anticipo Case della Salute per l'area di Costa». Necessario ripensare anche all'abuso che, in zona, viene fatto del pronto soccorso e delle visite a domicilio, questo sottolinea De Lauretis che aggiunge: «Credo si potrà a breve anche ridurre le postazioni H24, credo sia sufficiente portarle ad un H16, in questo modo si razionalizzerebbero risorse che potrebbero venir utilizzate in altri ambiti, per le emergenze sarà comunque sempre disponibile il 118». A sottolineare l'importanza del lavoro sinergico, ma anche l'impossibilità di creare Case della Salute efficienti in presenza di tagli alla sanità tanto pesanti come quelli attuali, Valerio Musetti, responsabile Fp Cgil provinciale. «E’ necessario accelerare infine - ha concluso Zanzanaini - l'integrazione tra servizi sociali sanitari e comunali».
Barbara Monaco
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