La manifestazione
«Fatturati a rischio, serrande abbassate se scatta il caos»
MASSA. È crisi nera e per loro il sabato è sacro: una boccata d’ossigeno per il fatturato, l’unico giorno in cui entra qualche soldo in cassa. Così pensare ad una città barricata, a forze dell’ordi...
MASSA. È crisi nera e per loro il sabato è sacro: una boccata d’ossigeno per il fatturato, l’unico giorno in cui entra qualche soldo in cassa. Così pensare ad una città barricata, a forze dell’ordine ogni angolo e a clienti che preferiscono “emigrare” manda su tutte le furie i commercianti. Tanto da prepararsi ad una serrata in piena regola: luci spente nelle vetrine, porte chiuse, serrande abbassate e un cartello per spiegare ai cittadini che, con una manifestazione in pieno centro e il caos in città, lavorare è impossibile. I negozianti bussano alle porte della prefettura e a quella del sindaco: spiegano il loro disagio, fotografano un settore in crisi, con decine di “imprese” al collasso e - conseguenza immediata - posti di lavoro a rischio. La loro richiesta - la stessa avanzata alla precedente amministrazione - è quella di non avallare cortei e manifestazioni di natura politica in centro città durante il weekend.
«Riteniamo che il diritto a manifestare debba essere garantito, ma contiamo sulla conciliazione degli interessi. Da una parte, appunto, l’esercizio di un diritto, dall’altra la salvaguardia del lavoro. Perché il sabato - spiega un membro della delegazione Confcommercio - nei fatturati pesa quanto cinque giorni infrasettimanali. Perdere il pomeriggio di domani (leggi: di oggi) significa subire un danno grave che rischia di ripercuotersi non soltanto sulle aziende, ma anche sui dipendenti. Sono tantissimi - è la conclusione - i colleghi che si sono visti costretti a chiudere l’attività e credo che chi, pur faticando, tira avanti debba essere messo nelle condizioni di lavorare serenamente».
Dal sindaco arrivano le rassicurazioni e soprattutto - così riferiscono i commercianti - l’impegno a liberare il centro dalle 17 di questo pomeriggio.
I negozianti sono disposti ad un sacrificio, rinunciano alla serrata totale, ma - scattata l’ora x - si aspettano una città tornata alla calma: «È stato indicato un orario, se non sarà rispettato - annunciano - abbasseremo le serrande e apporremo un cartello per spiegare a cittadini e clienti il motivo della nostra protesta». Insomma, da una parte chi vuole - e ne ha pieno diritto - manifestare, dall’altra chi vuole - e, per fare tornare i conti, deve - lavorare. Alle istituzioni il delicato e complesso compito della mediazione. (C.S.)
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