Il Tirreno

Buffoni: «Un grave errore la chiusura dell’Inps»

Buffoni: «Un grave errore la chiusura dell’Inps»

Il primo cittadino si dice sconcertato: «Il trasferimento a Carrara crea disagi Vicenda gestita male, noi non abbiamo alcun potere per cambiare le cose»

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MONTIGNOSO. «Si giustifica la chiusura della sede con la scusa dei costi, ma io non credo sinceramente che fossero così alti tale da portare a questa decisione. Quello che noto, invece, è un profondo disagio per il mio comune, in particolare per gli anziani. Sono davvero senza parole per come è stata gestita la vicenda. È stato un errore». Il primo cittadino, Narciso Buffoni, si dice sconcertato dalla decisione dell’Inps di chiudere la sede di via Menzione a Massa (sotto l’ospedale civico) e di spostarlo a Carrara.

Nonostante le varie proteste di sindacati e politici che si sono esposti personalmente per scongiurarne la chiusura, la decisione infatti è stata presa in via definitiva il 4 novembre scorso. Gli sportelli di Massa sono stati chiusi è al suo posto è stato attivato un “Punto Inps”, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30, con personale e servizi ridotti. I più penalizzati in questo quadro di spending review sono proprio i cittadini montignosini, in particolare i pensionati – che poi sono i maggior frequentatori degli sportelli Inps – che, adesso, per sbrigare le loro pratiche dovranno recarsi in via Don Minzoni a Carrara, a 14 chilometri di distanza. Un disagio quindi, se si considera, che non esiste nemmeno un servizio di trasporto pubblico che colleghi direttamente il comune di Montignoso con quello carrarese. «Si sta concretizzando il problema di accesso ai servizi Inps – spiega Buffoni – in particolare per gli anziani. Quotidianamente ascolto lamentele e come potrebbe essere il contrario? Io sono sempre stato e continuo ad essere fermamente contrario alla chiusura della sede di via Menzione». La Usb (Unione sindacale di base) nel frattempo ha già incontrato il sindaco di Massa, Alessandro Volpi, per chiedere l’immediata concessione di uno spazio pubblico, a mo’ di sportello comunale, in modo da consentire la presenza di un numero di operatori sufficiente a garantire tutti i servizi inerenti alla previdenza pubblica. Una richiesta, che se ha trovato il beneplacito del primo cittadino massese, non convince però Buffoni che commenta: «Lo spazio comunale è una soluzione inutile se deve rispondere alle esigenze di due comuni. L’unica soluzione è che la sede rimanga lì dove è, anche se è un’utopia. Il punto – continua il sindaco – è che questo territorio non conta niente e ci facciamo imporre decisioni dall’alto, ci facciamo orchestrare da enti che invece dovremmo essere noi a orchestrare». Cosa può fare quindi il Comune per arginare il problema? «Nulla. – risponde il primo cittadino – Non abbiamo nessun potere. La vicenda è stata semplicemente gestita male dai due Comuni che se ne dovevano occupare. Non sono state calcolate le conseguenze e ora incominciano a vedersi».

Melania Carnevali

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