Il Tirreno

Marmo, alta tensione

Marmo, alta tensione

In commissione esplode il caso della visita agli uffici

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CARRARA. Tensione alta ieri nella commissione comunale marmo presieduta da Massimo Menconi. I toni si sono alzati sul finire, quando è stato affrontato l’argomento della visita all’ufficio marmo, da parte della commissione, chiesta dal Movimento 5 Stelle. D’accordo la Bienaimé (Idv). Lo scopo sarebbe quello di conoscere meglio l’attività del settore e gli strumenti che ha a disposizione. Ma la richiesta ha suscitato contrarietà nel dirigente Marco Tonelli, perché la visita della commissione potrebbe essere interpretata come una forma di controllo sul lavoro dei dipendenti. Così il dibattito si è acceso, sulla prassi di separazione fra attività politica e gestionale, su questioni sindacali, di privacy e altre questioni ancora.

Il 5 Stelle De Pasquale e la Bienaimé hanno fatto contestazioni. E Tonelli, distribuendo a tutti i commissari una relazione sullo stato organizzativo del settore marmo del Comune, ha tuonato: «Mi assumo ogni responsabilità sull’ufficio marmo, non accetterò mai che qualsiasi consigliere venga a vedere cosa faccio in ufficio». In realtà, come lui stesso ha poi ricordato, la porta per i consiglieri comunali è sempre stata aperta. E’ sull’interpretazione della eventuale “visita” della commissione che non c’è stata unità di vedute. Anche il vice sindaco Andrea Vannucci si è innervosito, mentre Menconi cercava di rabbonire gli animi.

Il caso Venedretta. In apertura della riunione, Menconi ha annunciato che la presidente della commissione regionale sviluppo economico, Rosanna Pugnalini, sarà invitata alla commissione marmo (forse congiunta con quella delle attività produttive) per parlare del regolamento degli agri marmiferi. Regolamento che ieri è stato al centro di altri momenti “caldi”. Quando è stata affrontata la questione della delibera comunale per il trasferimento dei diritti di concessione della cava 61 Venedretta C. Contenzioso in corso col Comune. Tonelli ha sintetizzato: «Per noi la vicenda era chiusa con il trasferimento, poi c’è stata la lettera di diffida di Luigi Ricci che contesta le delibera. Abbiamo interessato l’ufficio legale del Comune e daremo risposte nei prossimi giorni. A oggi riteniamo che la diffida ad applicare la delibera non abbia elementi per essere presa in considerazione». De Pasquale ha mosso obiezioni, richiamandosi ad articoli del regolamento degli agri marmiferi. Sul caso Venedretta la Bienaimé (che vorrebbe che il Comune ritirasse la delibera) ha posto quesiti a cui Tonelli risponderà per iscritto.

Appello. La giunta comunale ha deliberato di presentare appello avverso la sentenza del Tar Toscana n. 1209/2013 e di nominare quale patrocinatore dell’ente locale l’avvocato Domenico Iaria. Al Tar Toscana si era rivolta l’Associazione Industriali di Massa Carrara (più altri) per l’annullamento della deliberazione della giunta comunale n. 579 del 30/11/2011.

Il Comune si rivolge quindi al Consiglio di Stato. Con la sentenza del Tar sono stati annullati gli aumenti tariffari sul marmo applicati dal Comune. I ricorrenti al Tar (Assindustria e un gruppo di aziende) hanno almeno per ora bloccato gli atti amministrativi con cui erano stati fissati gli aumenti del canone di concessione dal 5 all'8%, e la nuova tariffazione sulla base della legge regionale 78-98, fissati attraverso i valori medi dell'escavato. In pratica, queste aziende tornano ai canoni precedenti decisi con gli accordi fra Comune e Assindustria.(c.car.)

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