Il dolore
«L’Opa non si tocca», il consiglio si schiera
Approvato all’unanimità (ma M5S e Biancolini non votano) documento contro il trasferimento del Punto nascita
MASSA. Tutti d’accordo nella difesa dell’«eccellenza dell’Opa». Il consiglio comunale ha votato ieri sera un ordine del giorno che impegna il sindaco Alessanero Volpi a intervenire presso la Regione Toscana e presso l’Asl “anche oltre la Conferenza dei sindaci per fare sì che il Materno infantile non venga trasferito al nuovo ospedale unico (quando aprirà, nel 2014) ma resti lì, al Montepepe. Perchè tale separazione potrebbe portare a un ridomensionamento o smantellamento della Cardiochirurgia pediatrica. 25 i votanto, 25 i sì, ma non partecipano al voto i 5 Stelle e neanche Eleonora Biancolini, della maggioranza (gruppo Volpi).
La questione in gioco è quella del trasferimento al Noa, il nuovo ospedale “unico” del Materno infantile. Un trasferimento che secondo molti, e tra questi Bruno Murzi, il primario della Cardiochirurgia dell’Opa (un chirurgo di fama mondiale), metterebbe in pericolo il futuro della Cardiochirurgia stessa.
Stefano Alberti per il Pd e Gabriella Gabrielli per gli Arancioni presentano due ordini del giorno che usano linguaggi diversi ma sono in larga misura sovrapponibili. Entrambi dicono che il Punto nascita deve restare lì dove si trova, che privare l’Opa del reparto significherebbe indebolirlo, renderlo meno attrattivo, favorire le mire del Meyer di Firenze (l’altro polo di eccellenza toscano nel campo della neonatologia) di accaparrarsi la cardiochirurgia infantile. In più, sostengono entrambi, non c’è ragione di cancellare quell’in più che oggi solo l’Opa ha – cioè la vicinanza della Cardiochirurgia e del Punto nascite - una vicinanza che garantisce livelli di sicurezza altissimi a mamme e neonati anche in casi di patologie ed emergenze non strettamente di tipo cardiaco.
I due ordini del giorno, in sostanza, accolgono le ragioni del professor Murzi e i primi interventi in aula sembrano spianare la strada a una sintesi fra di essi per arrivare rapidamente a un voto all’unanimità su un documento unitario.
Invece, poi, interviene Eleonora Biancolini, consigliera della maggioranza. L’esponente del gruppo Volpi dice due cose molto chiare: che il trasferimento del Punto nascita al nuovo ospedale è ormai un processo inarrestabile. E che a ben vedere è giusto così, perchè tutti gli ospedali italiani hanno un reparto di Materno infantile, perchè le mamme e i nascituri trovano nel complesso ospedaliero tutte le cure e l’assistenza per qualsiasi tipo di problema o emergenza. Anche per lei, comunque, l’Opa «deve essere difesa», anche se non si sa come, visto che per molti quella difesa è precisamente quello che lei contesta, cioè il mantenimento del Punto nascita all’Opa. Non a caso due sue colleghe “volpiane”, Giovanna Santi e Graziella Lazzarini («sono anni che l’ospedale di Massa è senza Maternità, non vedo il problema», dice quest’ultima) fanno interventi di segno contrario, auspicando un documento unitario che nasca dalla fucione degli odg di Alberti e della Gabrielli.
Ma anche i 5 Stelle, che pure sono contrari al trasferimento del Punto nascite, frenano: «Questione delicata e complessa, sospendiamo tutto e ascoltiamo altre voci, come quella della direttrice dell’Asl prima di esprimerci», chiede Matteo Paci.
C’è insomma il rischio di una divisione su un tema che, invece, richiede la massima unità. Alla fine, il “parto”.Un documento in cui in modo netto si dice che il Materno infantile deve restare all’Opa. Un passo avanti in una battaglia ancora lunga.
Claudio Figaia
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