Il dolore
Il perito in aula spiega le telefonate
MASSA. Il buco dell’Asl ancora protagonista al tribunale di Massa. Ieri davanti al gup Alessia Solombrino sono tornati gli ex direttori generali dell’azienda sanitaria Antonio Delvino e Alessandro...
MASSA. Il buco dell’Asl ancora protagonista al tribunale di Massa. Ieri davanti al gup Alessia Solombrino sono tornati gli ex direttori generali dell’azienda sanitaria Antonio Delvino e Alessandro Scarafuggi; assente invece Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo. I tre sono accusati di falso in atto pubblico, per l’alterazione dei bilanci dal 2004 al 2009 servita, stando all’accusa, a nascondere le perdite via via maturate col passare dei mesi.
Scarafuggi nell’udienza di ieri ha reso delle dichiarazioni spontanee dove ha detto di essere estraneo alle contestazioni che gli vengono fatte. In pratica ha ribadito la sua posizione spiegando come non sapesse nulla di quello che faceva la parte amministrativa. O meglio per lui i conti, come per tutti, erano a posto. Stessa tesi per il suo successore al vertice dell’Asl 1, Delvino, che invece è stato interrogato. Ribadendo la sua estraneità e parando anche alcune domande delicate fatte dal pm Alberto Dello Iacono. In tutto l’udienza è durata poco più di un’ora. Nella prossima il gup potrebbe già decidere se rinviare a giudizio gli imputati oppure se archiviare.
In attesa della decisione del giudice Solombrino, che non è detto arrivi il 23 gennaio, sta procedendo a spron battuto il secondo troncone di inchiesta. La guardia di finanza sta lavorando incessantemente da settembre per consultare i documenti acquisiti negli uffici della Regione. Probabilmente entro la fine dell’anno, anche se nessuno vuole azzardare una data precisa, potranno ipotizzare altri reati. E quindi coinvolgere altre persone. Le fasi dell’inchiesta sono due. La prima è quella che ha fatto più clamore: il 23 maggio 2012 furono eseguite tre misure di custodia cautelare (Giannetti, Delvino, Scarafuggi). Ed è su questa che il gup deve decidere se ci sarà processo oppure no. La seconda fase invece è scattata alla fine di novembre dello scorso anno, quando il presidente della Regione Enrico Rossi annunciò di essere stato iscritto nel registro del indagati dalla procura di Massa-Carrara in base alle accuse di Giannetti. Il reato ipotizzato nei confronti del governatore è di falso ideologico. Agli inquirenti l’ex direttore aveva detto di aver subito delle pressioni dal presidente della Regione, quando era ancora assessore alla sanità, per ridurre la spesa allo scopo di occultare il disavanzo dei conti dell’Asl. Nel registro degli indagati ci sono finiti anche Carla Donati, all'epoca direttore del settore sanitario dell'Asl di Massa, e Niccolò Persiani, consulente Asl per la gestione dei nuovi bilanci. Rossi , interrogato in procura per circa nove ore, aveva respinto ogni addebito.
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