La manifestazione
Biomasse, lo scontro si allarga
L’opposizione vuole le dimissioni di Crocetti, la maggioranza (e Bissoli): meglio aspettare
PONTREMOLI. Il “de profundis” sulla vicenda biomasse è stato appena accennato, ma non ufficializzato, al consiglio comunale che si è tenuto nella serata di mercoledì 20 novembre. Il motivo della prudenza è legato alla possibile azione legale che la Renovo Bioenergy potrebbe ancora intraprendere per impugnare la delibera comunale in cui si dichiara decaduto l’atto di vendita alla ditta mantovana. La vicenda, ormai da mesi alla ribalta della cronaca locale, è stata riassunta dal sindaco, Lucia Baracchini, che ha anche reso noto l’atto della Provincia in cui si comunica l’avvio della procedura di revoca dell’Autorizzazione unica. Un atto che dovrebbe essere ufficializzato entro la fine dell’anno e che dovrebbe quindi sancire il definitivo (aspettando le mosse della Renovo) stop per l’impianto a biomasse a Novoleto.
Ma chiusa, o quasi, la fase digestione tecnica della vicenda, si è aperto il dibattito politico con due consiglieri di minoranza, il capogruppo di Cittadini di Pontremoli, Rolando Scatena e il consigliere Pd, Francesco Mazzoni che hanno chiesto a gran voce le dimissioni dell’assessore competente e che ha seguito da vicino la vicenda, ovvero Gianluca Crocetti. Scatena ha sottolineato come questo atto sarebbe conseguente anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dall’assessore sull’assoluta correttezza dell’atto vendita del terreno alla Renovo «dichiarazioni che si sono dimostrate false, viste che proprio sull’aspetto della non correttezza del limite di pagamento è basata la delibera di revoca dell’atto di vendita».
Mentre il consigliere Pd ha evidenziato come con la vicenda delle Biomasse si sia «incrinato un rapporto di fiducia tra i cittadini e il Comune. L'amministrazione ha ritenuto di esaurire al proprio interno la fase di valutazione del progetto, escludendo il consiglio comunale e tutta la comunità pontremolese. Solo in seguito alla forte pressione popolare è stato possibile aprire il confronto pubblico. Una mancanza di contatto tra politica e cittadinanza che può essere ricucito con una forte assunzione di responsabilità che passa dalle dimissioni dell’assessore».
«Non condivido queste posizioni nel merito e difendo il lavoro svolto dall’assessore – ha replicato il capogruppo di maggioranza, Jacopo Ferri – ma non credo sia giusto e corretto entrare ora nell’ambito di questa discussione. Perché rischieremmo di offrire ai nostri oppositori delle armi da utilizzare in un eventuale strascico giudiziario. Chiedo quindi ai consiglieri di ripresentare questo ordine del giorno quando si avrà la chiusura definitiva della questione».
Opinione condivisa anche dal capogruppo Pd, Paolo Bissoli che ha sottolineato come «manchi davvero poco per raggiungere l’obiettivo e deve essere evitato ogni ostacolo che possa evitare il raggiungimento dello scopo. E poi credo che la sfiducia non vada rivolta solo verso l’assessore, ma anche verso tutta l’amministrazione che ha condotto la vicenda in maniera assolutamente deficitaria».
Ma la replica del capogruppo Ferri non ha convinto né Mazzoni, né Scatena che hanno evidenziato come in questo caso «si è messo in discussione l’aspetto politico della vicenda e non certo quello tecnico-amministrativo; non si offre alcuna arma alla Renovo. E qualcuno deve assumersi la responsabilità di quanto successo in questi mesi».
E’ seguita la votazionedei due documenti (non hanno partecipato al voto l’assessore e la consigliere Clara Cavellini) entrambi bocciati con sette voti contrari e quattro favorevoli. Dopo questo animato primo punto la seduta è proseguita in maniera più soft, anche se non sono mancati momenti di frizione. Piena unità di intenti ha trovato il documento da inviare al commissario provinciale, Osvaldo Angeli, per non procedere alla comunicazione in Regione degli accorpamenti degli istituti pontremolesi “Ferrari” e “Tifoni” secondo quanto deciso dalla Conferenza dei sindaci. Angeli è stato invitato a un nuovo confronto con i primi cittadini della Provincia.
È stata poi ricalcolata, su indicazioni ministeriale, l’aliquota Irpef la cui rimodulazione prevede l’inserimento di una nuova fascia di reddito e della modifica del limite rispetto a quanto prevista nell’approvazione dello scorso settembre: per la fascia di reddito tra 0 e 28mila euro c’è l’aliquota base (0,7), aumenterà dello 0,08 (0,78) tra i 28mila e 55mila, dello 0,09 (0,79) per la fascia di reddito tra i 55mila e 75mila euro e dello 0,1 (0,8) per i redditi superiori a 75mila euro.
Riccardo Sordi
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