Sicurezza
Bene solo il marmo, crolla il porto
Le esportazioni del lapideo macinano record, negativi tutti gli altri indicatori nel report dell’Istituto di studi e ricerche
CARRARA. «I dati sono ancora negativi ma la situazione reale è ancora peggiore di quello che dicono le statistiche»: con questa dichiarazione dai toni cupi, il presidente di Isr Gianfranco Oligeri ha aperto ieri mattina la presentazione del rapporto semestrale sull’economia della provincia di Massa-Carrara curato dall’Istituto Studi e Ricerche (Isr).
A conferma della gravità della situazione, è sufficiente scorrere i titoli dei capitoli dello studio: la parola più ricorrente, è ancora “crisi”.
Dinamica delle imprese in flessione, disoccupazione in aumento, credito sempre meno accessibile, traffici portuali in calo, stagione nera per il turismo e crisi profonda per commercio e artigianato: secondo il rapporto semestrale dell’Istituto Studi e Ricerche i dati sui primi sei mesi del 2013 dipingono ancora un quadro a tinte fosche per l’economia apuana.
L’analisi è stata presentata ieri mattina presso la sede di Isr, dai due ricercatori dell’Istituto, il dottor Massimo Marcesini e il dottor Daniele Mocchi, insieme al presidente Gianfranco Oligeri: all’iniziativa hanno partecipato gli assessori al Bilancio dei comuni di Massa e di Carrara, Giovanni Rutili e Giuseppina Andreazzoli, il direttore di Assindustria Andrea Balestri, il segretario di Confapi Massimo Maggiani, e il segretario generale della Camera di Commercio Alessandro Beverini. L’unico dato positivo che emerge dal rapporto, arriva dall’export che resta il punto di forza della provincia di Massa-Carrara e registra un + 11% rispetto al primo semestre del 2012.
Le esportazioni, ancora trainate dal lapideo (+9%) e dal Nuovo Pignone, registrano percentuali in aumento anche in altri settori, come abbigliamento, prodotti chimici e apparecchiature elettroniche.
Marmo superstar. In particolare il settore marmo, conferma , a livello apuano, una crescita in valore dell’11,2%: ad aumentare, non è solo l’export dei materiali grezzi diretti soprattutto verso Cina, India e Indonesia (+2,9%) ma anche quello dei lavorati (+15,4%) che approdano, nel 37% dei casi, negli Stati Uniti. Ma quelle del lapideo sono, come detto, le sole cifre precedute dal segno più in un rapporto fortemente connotato dai dati negativi.
Disoccupazione in aumento. Il mercato del lavoro resta in crisi e sebbene per i dati sulla disoccupazione si debba attendere la fine dell’anno, i rilevamenti sul totale degli addetti nelle imprese apuane fanno registrare una flessione complessiva del 4%, con picchi del -7,6% nel turismo e del -3,1% nelle costruzioni. Le perdite avvengono soprattutto nelle piccole e piccolissime imprese, mentre resistono meglio quelle più strutturate. Male anche la dinamica delle imprese: nel nostro territorio il saldo tra aperture e chiusure, tradizionalmente positivo, nel terzo trimestre risulta attivo per 90 unità, ma è in flessione, rispetto ai tre mesi precedenti (+131) con un dato che, secondo i ricercatori di Isr «è uno dei meno brillanti nell’arco degli ultimi anni».
In crisi commercio e artigianato. I settori in maggiore crisi sono senza dubbio il commercio e l’artigianato: nel terzo trimestre del 2013 le vendite sono scese, complessivamente, del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una punta del -13% nei prodotti non alimentari, del -5% negli alimentari e del -13% nella piccola distribuzione. Altrettanto allarmante la situazione delle imprese artigiane, che in termini di fatturato, nel primo semestre del 2013, hanno perso il 6,7%, registrando una flessione dei prezzi di vendita del 5,1%.
Quasi dimezzati i traffici del porto: -42,2% in dieci mesi. In calo anche i traffici dello scalo apuano, che tra gennaio e ottobre di quest’anno ha perso il 42,2% della movimentazione anche se – hanno precisato i ricercatori di Isr - questo dato è da ricondurre non a una flessione generalizzata ma prevalentemente alla “dipartita” del gruppo Nieddu. Nemmeno l’industria se la passa bene anche se il trend è meno negativo rispetto ad altri settori: la flessione della produzione (-2,3%) nel primo semestre del 2013, sarebbe da imputare infatti all’effetto di trascinamento negativo di fine 2012 mentre cresce il grado di utilizzo degli impianti, passato dal 75% del 2012 all’80% di quest’anno.
Credito in difficoltà. Anche dal credito continuano ad arrivare segnali allarmanti con una contrazione che, secondo Isr, è «senza precedenti»: complessivamente i prestiti concessi in provincia sono scesi del 2,4% rispetto all’anno precedente, con un -3,6% alle piccole imprese (la flessione per le medio-grandi è “solo” del -1,9%). La contrazione è dovuta sia all’atteggiamento sempre più restrittivo da parte delle banche, sia al calo delle richieste da parte delle imprese, sempre più sfiduciate.
L’altro elemento preoccupante, segnalato da Isr, è che a fronte di una politica monetaria accomodante da parte della Bce e del calo dello Spread, i tassi di interesse per le imprese apuane sono ancora sopra la media regionale e crescono, nel primo trimestre del 2013 di un punto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per il 2014 attesa la ripresa. Dopo tutta questa serie di cifre in negativo, un piccolo spiraglio è arrivato dai dati previsionali: dopo una flessione del -0,7% nel 2013, il Pil della provincia di Massa-Carrara dovrebbe tornare in positivo nel 2014, con un + 1,5%; anche la spesa sui consumi dal -0,3% dell’anno in corso dovrebbe passare al +2,1%; la disoccupazione, infine, dopo aver toccato quota 14,4% a fine anno, dovrebbe registrate una lieve flessione e scendere, il prossimo anno, al 14,4%.
Cinzia Chiappini
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