Il Tirreno

Non causò il decesso, assolto medico

In servizio al pronto soccorso era accusato di aver provocato lesioni gravi a una paziente poi morta

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FIVIZZANO. Assolto dall’accusa di omicio colposo.

Il Tribunale di Massa così ha sentenziato in merito a una vicenda iniziata 6 anni presso il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate e terminata alcuni giorni dopo, in maniera tragica, presso quello di Pisa.

A difendere il medico è stato l’avvocato fivizzanese Emilio Bonfigli che così riassume la vicenda.

«Il Tribunale di Massa in composizione monocratica, giudice Fabrizio Garofalo, ha assolto il dottor Bayat Shanin, medico del 118 dell’Asl 1 di Massa Carrara. Il dottore, di origini iraniane ma da anni residente in Lunigiana, era accusato di aver cagionato con la manovra rianimatoria, la morte di una 70enne di Sassalbo. I fatti risalgono al settembre 2007 quando la donna giunse al pronto soccorso dell’ospedale cittadino in codice rosso, in arresto cardio-respiratorio, incosciente, a bordo di una autoambulanza e assistita dal personale del 118. Il dottor Bayat Shanin medico dell’Unità operativa urgenza ed emergenza, presente nel pronto soccorso di Fivizzano, si affiancava al personale dell’autoambulanza, quale team leader, e viste le condizioni della paziente procedeva a intubare la paziente, la quale riprendeva immediatamente l’attività motoria spontanea».

Ma la manovra, aggiunge il legale «procurava però una piccola lesione della trachea. La donna veniva quindi trasferita alla reparto di rianimazione dell’ospedale di Pontremoli e successivamente a quello di Pisa dove, 20 giorni, dopo moriva. La Procura, a seguito delle indagini, rinviava a giudizio il medico Bayat per omicidio colposo per la lesione procurata alla trachea durante la manovra rianimatoria, manovra che, a detta della Procura di Massa, non era urgente, poiché la paziente si trovava già all’interno dell’ospedale. Il giudice ha però accolto la tesi difensiva che era stata sviluppata fin dalle indagini preliminari: il dottor Bayat aveva effettuato correttamente tutte le manovre rianimatorie in quanto necessarie e urgenti stante il pericolo di vita della paziente. La tesi difensiva è stata confermata dalle testimonianze escusse nel lungo processo penale e dai consulenti tecnici nominati dalla corte».

Quindi il medico è stato assolto in primo grado, anche se, come afferma l’avvocato Emilio Bonfigli, ci sarà da affrontare il giudizio in appello.

Fabrizio Palagi

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