Il Tirreno

LA VICENDA DI UNA DIPENDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Mobbing, confermato in appello risarcimento da 40mila euro

Mobbing, confermato in appello risarcimento da 40mila euro

CARRARA. Confermato in appello il risarcimento per mobbing, da parte della Camera di Commercio nei confronti di una dipendente. L’ente dovrà quindi pagare 40mila euro ed è condannata a provvedere...

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CARRARA. Confermato in appello il risarcimento per mobbing, da parte della Camera di Commercio nei confronti di una dipendente. L’ente dovrà quindi pagare 40mila euro ed è condannata a provvedere parzialmente anche alle spese legali del secondo grado. Protagonista della delicata vicenda, iniziata nel 2006, è la dipendente della Camera di Commercio Giovanna Vaira, assistita dall’avvocato Claudio Lalli: all’epoca era impiegata al Registro delle Imprese, con la carica di responsabile del procedimento di accertamento delle violazioni e relative verbalizzazioni, conosciuta ai frequentatori dell’ente per le sua capacità professionali, per la disponibilità e la gentilezza che ha sempre riservato nei confronti dell’utenza. D’improvviso, il 2 maggio 2006 alla aignora Vaira venne recapitato un ordine di servizio a firma dell’allora direttore Alberto Ravecca che disponeva (dal giorno dopo) di lasciare il proprio posto di lavoro per trasferirsi dalla sede centrale a quella distaccata allo stadio, nei pressi del palazzo del museo del marmo. Ordine di servizio che il giudice ha riconosciuto, come si legge nel dispositivo della sentenza di primo grado, illegittimo. Un provvedimento - scrive fra l’altro il giudice Lama - risultato “concretamente demansionante, discriminatorio e soprattutto di emarginazione professionale”, con esclusione quasi totale della stessa dalla attività lavorativa e mortificazione professionale; una situazione che poi è proseguita anche dopo il rientro, a settembre dello stesso anno, nella sede centrale della Camera di Commercio. «Passavo le giornate leggendo il giornale e facendo le parole crociate oppure fissando lo schermo del computer in attesa di timbrare l’uscita — racconta la Vaira — fino al punto di cadere piano piano in un malessere sempre più profondo, fino al punto di ammalarmi». Decise allora di rivolgersi all’avvocato Claudio Lalli, che ha avviato il ricorso per mobbing nei confronti della Camera di Commercio, presieduta da Norberto Ricci. Il giudice ha dichiarato quindi da un lato, come detto, l’illegittimità dell’ordine di servizio che trasferiva l’impiegata Giovanna Vaira; dall’altro, alla luce della malattia provocata dagli atti dell’ente ha condannato la Camera di Commercio a versare all’impiegata un risarcimento di 40mila euro per danni biologico, professionale, esistenziale e morali collegati al demansionamento subito. «Rongrazio l’avvocato Claudio Lalli - spiega l’impiegata della Camera di Commercio Giovanna Vaira - e auspico che la Corte dei Conti faccia luce sulle responsabilità personali di questa vicenda».

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