Proteste
«Ho cinquanta dipendenti da mantenere»
Il titolare della Ediltecnica: vanto crediti e non solo nei confronti del Comune, è un sistema generale...
CARRARA. C’è anche chi vanterebbe un credito di circa un milione di euro nei confronti del Comune per i lavori di emergenza post alluvione del 2012.
Della trentina di ditte che hanno effettuato interventi sul territorio per il ripristino di opere pubbliche danneggiate dall’alluvione, il 75 per cento sono ditte di Massa Carrara e il restante sono dello Spezzino e della Lucchesia. Hanno fatturato complessivamente oltre 6 milioni di euro per le emergenze sul territorio.
Per il tessuto economico apuano, i soldi che finora le imprese non hanno potuto avere dal Comune, rappresentano cifre consistenti, necessarie a mandare avanti l’attività. Il mancato introito è un macigno. Fra le aziende creditrici c’è la Ediltecnica, con sede in viale Zaccagna. Il titolare Giuseppe Ricci, non può che prendere atto della difficile situazione: «Questa è un’aziende che è attiva dal 1985. Oggi ha cinquanta dipendenti. E ogni mese vanno pagati gli stipendi».
I lavori fatti per il Comune, il cui importo non è ancora stato pagato all’azienda, ammontano, dice il titolare, «a una notevole cifra».
Ma, non è l’unica spina nel fianco, perché come spiega Ricci, mancano all’incasso della ditta anche altre somme per lavori fatti a privati e a vari altri enti. Però l’azienda storica ha ancora la forza per andare avanti. Nonostante tutte le difficoltà.
«E’ un sistema generale...», dice con rammarico Giuseppe Ricci. Imprenditore evidentemente abituato a fronteggiare gli ostacoli che si presentano sul cammino di chi fa impresa. Ma non nasconde le preoccupazioni.
Perché il sistema generale, di cui parla, fra la crisi economica (per cui i clienti pagano con forte ritardo), e la burocrazia, strangola moltissime imprese apuane, che solo grazie alla loro serietà e alla professionalità sono riuscite a restare sul mercato ed a mantenere negli anni una clientela che apprezza la qualità del lavoro, e che bene o male garantisce alle imprese un giro di lavoro sufficiente alla loro faticosa sopravvivenza.
Molte aziende, in attesa di incassare i crediti (da privati o da enti pubblici), riescono ad andare avanti, usufruendo anche delle “aperture” bancarie, anche se gli istituti di credito a loro volta stringono le maglie.
E, come osserva la Cna, la resistenza della aziende è messa a durissima prova.(c.car.)
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