Il Tirreno

Ditte attendono da un anno 6 milioni

Ditte attendono da un anno 6 milioni

Hanno eseguito interventi sul territorio per il Comune. Allarme Cna: rischiano di chiudere prima di essere pagate

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CARRARA. Non sono solo le aziende apuane danneggiate dall’alluvione del novembre 2012, ad avere ancora difficoltà ad ottenere i risarcimenti. Ci sono anche le aziende, una trentina, che da un anno attendono di essere pagate dal Comune di Carrara per interventi di ripristino su opere pubbliche.

Una prima tranche, di circa 2,2 milioni, secondo gli uffici comunali, potrebbe essere versata entro dicembre, ma il condizionale è d’obbligo: occorre ultimare l’iter burocratico. Perciò il tutto potrebbe slittare a gennaio.

E così la Cna lancia il grido di allarme: «Entro la fine del mese di gennaio la prima parte di pagamenti, ma per la seconda, quella più consistente, circa 4,8 milioni di euro, la liquidazione potrebbe arrivare addirittura non prima del 2016».

Secondo la Cna c'è quindi «una notizia buona per le trenta imprese che avevano risposto subito, già poche ore dopo l’alluvione, alla chiamata del Comune per pulire, ripristinare la sicurezza e ristabilire una prima apparente normalità per strade, canali, strutture ed abitazioni: i 2,2milioni di euro degli oltre 6milioni destinati per i primi interventi saranno liquidati non prima, e non appena verificata la bontà dei Durc, di gennaio 2013. Per questa somma infatti è già stanziata l'adeguata copertura finanziaria».

Il Durc è il documento unico di regolarità contributiva, con cui le aziende devono dimostrare di avere adempiuto agli obblighi legislativi, di avere versato i contributi.

«La notizia cattiva – dice la Cna – è invece collegata ai tempi e alle modalità incertissime, fino ad oggi, per lo sblocco dei fondi necessari per pagare la restante parte di lavori eseguiti per cui, al contrario, non c'è ancora nessuna certezza sulla copertura».

In Comune confermano che la copertura finanziaria dipende dalla Regione: non sarebbero ancora state definite le risorse.

«La coperta rischia, questo temono le imprese, – sottolinea Cna dopo un incontro in sede di Regione Toscana – di essere troppo corta». L’associazione di categoria degli artigiani sta monitorando e seguendo questa «delicata partita di sopravvivenza per le imprese coinvolte. L'incontro – spiega – era stato reso necessario dalla forte e crescente preoccupazione da parte dell'associazione degli artigiani sui tempi di pagamento: ad un anno di distanza infatti, le imprese non sono ancora state pagate ma nel frattempo hanno dovuto far fronte, con le proprie forze e spesso con il patrimonio personale, alle spese necessarie per sostenere i lavori di ripristino fondamentali della fase di emergenza.

«I lavori di ripristino - spiega Paolo Bedini, presidente provinciale di Cna - sono stati finanziati dalle imprese del territorio che hanno pagato materiali, stipendi e tutto ciò che era necessario. Abbiamo dovuto sopportare le difficoltà che oggi un'impresa subisce per effetto della crisi».

«Gli interventi eseguiti dalle imprese, a partire da subito dopo l'emergenza, spaziano dalla semplice pulizia e rimozione dei fanghi allo smaltimento, dal ripristino della rete fognaria, degli argini, delle coperture e delle tubazioni al taglio degli alberi pericolanti fino alla messa in sicurezza degli edifici pubblici, come le scuole ed interventi di impiantistica. Per sbloccare i 2,2 milioni dei 6 milioni circa di "fatture" che il Comune di Carrara deve pagare alle imprese manca solo l'ostacolo del Durc».

«Abbiamo avuto rassicurazioni – spiega Stefano Gatti, presidente provinciale di Cna Costruzioni che ha partecipato all'incontro svoltosi nella sede della Regione – che questa prima parte sarà pagata al massimo entro la fine del mese di gennaio. La copertura c'è, alla documentazione per procedere alla messa in pagamento manca solo il Durc»".

Solo dopo la verifica del Durc il Comune può procedere a liquidare il credito. Il pagamento avverrà quindi - salvo complicazioni e rallentamenti imprevisti da parte della macchina della burocrazia - 400 giorni dopo il primo intervento.

«Un abisso temporale che nella realtà può far chiudere un'impresa – spiega ancora. – Alcune delle aziende che hanno partecipato ai lavori di prima emergenza dell'alluvione dello scorso anno potrebbero non resistere fino a quella data".

E l’altra data, che aleggia sulla testa delle imprese, è il 2016: «La copertura - spiega Stefano Gatti - potrebbe essere distribuita nell'arco di un triennio. Questo significa che tutte le fatture potranno essere saldate non prima del 2016. Proviamo ad essere ottimisti, ma con i tempi di questa burocrazia è difficile».

Da qui l'appello a Governo, Regione Toscana, Comune: «Noi, tutti quegli anni potremmo non averli. - conclude Gatti - Accelerate, altrimenti una parte di quei soldi andrà ai curatori fallimentari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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