Il Tirreno

La testimonianza

«Vi racconto l’aggressione subita al Frank the Tank»

MASSA. Per permettergli di parlare in consiglio comunale, il presidente Domenico Ceccotti ha dovuto sospendere la seduta, come vuole il regolamento, poi ha potuto dare la parola a Federico Cagetti,...

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MASSA. Per permettergli di parlare in consiglio comunale, il presidente Domenico Ceccotti ha dovuto sospendere la seduta, come vuole il regolamento, poi ha potuto dare la parola a Federico Cagetti, 21 anni, uno dei soci del circolo Frank the Tank, il circolo che sabato ha subito l’aggressione di militanti di destra. Il racconto è dunque ufficiale e messo agli atti e la cronaca dei fatti di quella sera pesa su tutti i consiglieri e la giunta comunale.

«Era l'una meno un quarto- inizia Cagetti- quando otto, forse dieci militanti di Casa Pound si sono recati al nostro circolo, con cinghie e bottiglie alla mano e con l'unico scopo di provocare. Poiché non avevano le tessere- continua Cagetti- non li abbiamo fatti entrare e allora si sono scagliati contro il buttafuori e hanno aggredito una ragazza che cercava di spiegargli il perché non potessero entrare. Le hanno dato uno schiaffo dicendole 'torna in cucina a fare la sguattera'. Allora siamo stati costretti a barricarci dentro il circolo, mentre loro se ne sono andati per poi tornare armati di altre bottiglie che hanno iniziato a lanciare all'interno del nostro circolo, colpendo il tendone di protezione e ferendo una ragazza.

Il padre di uno dei ragazzi è stato minacciato con un cavatappi. È vero ci siamo riversati sull'Aurelia- conclude Cagetti- proprio davanti alle sedi di Casa Pound e Forza Nuova per chiederne la chiusura. Eravamo in duecento per dire che qui quelle persone non le vogliamo. La chiusura di queste sedi è necessaria perché ragazzi come me non riescono più a lavorare. Abbiamo timore a recarci nel nostro posto di lavoro. Anche per questo non gli abbiamo denunciati: perché sappiamo che la denuncia non porta a nulla, ma loro si vendicherebbero di noi. Se la sede rimane aperta nessuna denuncia personale contro i singoli avrà effetto. Mi sembra il minimo per farli chiudere. Cosa deve ancora succedere?».

Dopo l'intervento di Federico Cagetti si è sollevato un grande applauso dalla platea di giovani antifascisti, che sono rimasti in consiglio fino alla fine della seduta, quando in silenzio, quando applaudendo, quando contestando, ascoltando le lezioni di storia civica, di costituzione, di legalità che i consiglieri hanno in qualche modo voluto, ognuno col suo metodo, voluto dargli.

Poi il consiglio comunale ha approvato un documento unitario che dà mandato al sindaco di intraprendere qualsiasi azione politica e legale episodi del genere si ripetano e per chiedere ai tavoli di sicurezza per l'ordine pubblico, che venga fatta qualsiasi cosa per contenere i gruppi più pericolosi.

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