Il dolore
Sciopero alla Cogemar
Dipendenti senza stipendio. Fillea: si facciano avanti altre aziende
MASSA. Sciopero alla Cogemar. I 40 dipendenti dell’azienda del marmo in concordato preventivo ieri al termine di un’assemblea hanno deciso di fermarsi “a oltranza”. Fino quando non saranno pagati gli stipendi arretrati.
Cogemar, alle prese con una situazione debitoria pesante, determinata da situazioni ereditate dal passato, non ultimo lo strano caso di una ex collaboratrice accusata di avere prelevato indebitamente dalle casse della società 3,1 milioni di euro, ha chiesto l’accesso alla procedura concordataria, per evitare il fallimento. Il tribunale ha nominato due commissari giudiziali, Attilio Bononi e Cesare Carmassi che dovranno esaminare la situazione finanziaria di Cogemar e valutare, tra l’altro, se il concordato potrà essere “in continuità”, ossia se l’azienda potrà proseguire la sua attività. Nel frattempo, tutti i debiti sono stati congelati. Comprese le retribuzioni per operai e impiegati. I sindacati hanno chiesto lo sblocco dei pagamenti in quanto i dipendenti sono creditori privilegiati. E, in attesa di risposte, hanno indetto lo sciopero.
Cogemar, dice Roberto Venturini, segretario di Fillea Cgil, «fino a poco tempo fa chiedeva straordinari ai dipendenti e tuttora ha commesse importanti. È un’azienda importante, ci auguriamo che, visto che si parla tanto di filiera del marmo, si faccia avanti qualche imprenditore del settore per aiutarla uscire da questa crisi». (c.f.)
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