Sicurezza
Quella maglia con la fotografia per non dimenticare mai
È un modo per tenerselo vicino, per sentirlo sul cuore, per stringerlo stringendo se stessi. Una maglia bianca e una grande fotografia: è Federico, in un sorriso così vero, spontaneo e semplice da...
È un modo per tenerselo vicino, per sentirlo sul cuore, per stringerlo stringendo se stessi. Una maglia bianca e una grande fotografia: è Federico, in un sorriso così vero, spontaneo e semplice da commuovere. Sopra una scritta: “Il pilota”.
Ci sono centinaia di ragazzi, migliaia di persone, nella chiesa di Santa Maria della Rosa, a Capanne e nella piazza antistante, tutta Montignoso dice addio al suo ragazzo, ma quella maglia disegna una comunità nella comunità, la cerchia degli amici più stretti, gli affetti più cari. Qualcuno la tiene tra le mani, la stringe come si fa con gli oggetti che raccontano qualcosa di te, che rivelano i tuoi sentimenti più profondi.
Escono dalla chiesa gli amici di Federico, non hanno freddo: lasciano aperti giacche e giubbetti e mostrano lui, Federico. Che sentono la sua mancanza lo scrivono in un grande lenzuolo bianco e lo affiggono all’esterno della chiesa. Le emozioni a sedici anni hanno bisogno di “supporti”: vanno scritte, impresse. In un lenzuolo, in una maglia. La indossa anche una professoressa: nel dolore è una di loro, un’adolescente che soffre per la perdita di un compagno. Sul motorino gli amici accompagnano Federico, per dirgli addio, per salutarlo l’ultima volta. Casco in testa e una t-shirt per non dimenticare.
Quella maglietta rimane ricordo e forse lo sarà per la vita, uno di quegli oggetti pervasi da sacralità che ritrovi nel cassetto delle cose più care e tocchi con rispetto. Passeranno gli anni e quello sarà il simbolo dei 16 anni, del dolore nella giovinezza, di un amico con cui hai condiviso, ma a cui la vita non ha concesso di crescere con te.
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