La manifestazione
Politeama, si riparte davvero da zero
I processi relativi ai due crolli non vengono ancora riuniti e, soprattutto, non entrano nel vivo: rinviato tutto al 16 gennaio
CARRARA. «Faranno prima a rimettere a posto il Politema che a finire questo processo».
Il commento, a margine dell’udienza è di uno degli avvocati della Caprice, Francesco Borasi del foro di Milano. E sintetizza al meglio quanto accaduto ieri mattina in tribunale a Massa. Proprio in quello che doveva essere il giorno cruciale per il maxi processo relativo ai due crolli dell’edificio storico simbolo della città e, ormai da cinque anni, di una città ferita al cuore.
Tutto è andato come previsto ed è arrivato il rinvio. O meglio i rinvii per entrambi i processi (quello relativo al crollo del 2008 e a quello del 2011) non ancora unificati. Se ne riparla l’anno prossimo, il 16 gennaio.
Difetto di notifica e nuve parti civili: rinviato il Politama bis. Il processo per il crollo del 2011 davrebbe dovuto aprirsi con la prima uidenza dibattimentale: non è entrato nel vivo per la mancata notifica a uno degli imputati (l’ingegner Sergio Altieri) e per la costituzione di una schiera di parti civili, con chiamata in causa dei responsabili, Comune e, per alcune posizioni anche la Caprice.
Niente di fatto anche per il processo Politeama atto primo, quello relativo al crollo del 2008 nella parte centrale del palazzo storico: al fine di procedere alla riunione dei due procedimenti tutto è stato rinviato all’udienza di gennaio.
E, neppure in quell’occasione, si entrerà nel vivo del dibattimento: il giudice Fabrizio Garofalo ha infatti annunciato che si tratterà di un’udienza tecnica ed interlocutoria per decidere sull’estensione della chiamata del responsabile civile anche al processo bis (ma già si annuncia l’opposizione degli avvocati delle parti civili).
E a rendere tutto più complicato, nell’udienza di ieri in tribunale a Massa, uno degli avvocati della difesa, Paolo Barsotti che assiste Claudio Bacicalupi nel processo relativo al primo crollo del Politeama, ha preannunciato che non darà il consenso all’utilizzo dei verbali assunti di fronte all’allora giudice Cosimo Maria Ferri nel corso del processo avviato a Carrara.
Si riparte da zero, anche per il Politeama atto primo. Insomma si ricomincia tutto da capo con quello che per le parti civili è un punto a loro favore: con la riunione dei due processi il termine utile per la prescrizione diventa il 2011, data del secondo crollo, e quindi i tempi si dilateranno fino al 2018.
Le nuove parti civili. Il processo per il Politeama bis (l’ipotesi di reato è quella di crollo colposo) è cominciato, davanti al giudice Garofalo e al pm Alberto Dello Iacono, con la costituzione di una schiera (dodici) di parti civili. Alcune già presenti nel primo processo, altre che invece entrano nel processo per la prima volta (come ad esempio la famiglia Caramatti, anche come rappresentante della società Fratelli Caramatti). Dopo le costituzioni è stata posta la questione dell’obbligatorietà o meno dell’estensione dei responsabili civili anche a questa tranche di procedimento: soluzione che i legali di parte civile sembrano già pronti a rigettare. Se per il pm, infatti, i reati sarebbero gli stessi per chi si è già costituito nel primo filone del processo, per gli avvocati è necessaria una nuova citazione, perché ci sono posizioni diverse e quindi non si può procedere all’estensione.
Insomma un processo che dovrà ripartire dalla sua intelaiatura. Solo dopo sarà possibile procedere alla riunione dei due tronconi.
Il tutto in un tribunale super affollato in cui confluiscono i fascicoli non solo da Massa ma anche da Carrara e dalla Lunigiana.
Il dato positivo, secondo i legali di parte civile, è che riazzerando tutto la prescrizione slitta al 2018. Ma di fronte a un processo che dopo anni, udienze, testimonianze fiume, ricomincia da capo, vedere il bicchiere mezzo pieno sembra davvero difficile.
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