Il Tirreno

La Eaton ricorre al Tar per bloccare l’accordo

Il piano pubblico di reindustrializzazione rischia di naufragare prima di partire Gli americani puntano ad incassare il prezzo pieno per la vendita dell’area

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MASSA. La Eaton ha presentato ricorso al Tar per bloccare l’accordo di programma tra Regione, Provincia, Comune e Consorzio Zia per la reindustrializzazione dell’area. Una tegola legale che rischia di rallentare, se non di bloccare, il percorso faticosamente definito nei giorni scorsi. Un percorso che mira, in primo luogo, a creare lavoro per riassorbire i 230 dipendenti ora in cassa integrazione. In particolare, 70 persone tra gli ex Eaton verrebbero assunti dalla Iglom di Emilio Ricci che da tempo cerca aree per incrementare l’attività di miscelazione e imbottigliamento di oli minerali. Il resto dei posti di lavoro da creare sta nell’abilità del Consorzio zona guidato da Cesare Ugolotti a convincere industriali o comunque imprenditori ad investire sia in una fetta dell’area Eaton (la maggioranza dei 75mila metri quadrati andranno alla Iglom, il resto probabilmente sarà commerciale) sia nella reindustrializzazione dei terreni ora in mano alla Bario. Circa 35mila metri quadrati che il “pubblico” vorrebbe comprare entro il prossimo aprile con parte dei 5milioni di euro messi sul tavolo dalla Regione. Nel piano di fattibilità fatto dal Consorzio zona l’area Bario verrebbe divisa in tre lotti. Commerciale o industriale? Non ci sono restrizioni purchè il numero degli occupati sia interessante.

Ora la notizia del ricorso al Tar di Eaton. Perché? Formalmente la Eaton torna all’accordo che venne stilato un paio di anni fa sulla reindustrializzazione che coinvolgeva anche il Ministero, la Camera di commercio, il comune di Carrara e anche loro, ora estromessi. In realtà la questione appare, a nostro avviso - e quindi una opinabile interpretazione - di altra natura. Il ricorso ha tutto l’aria di essere una sorta di avviso ai naviganti e soprattutto alla Iglom.

Va ricordato infatti che Ricci ha firmato il 24 ottobre scorso un compromesso per l’acquisto dell’area Eaton a prezzo pieno, ovvero circa 9 milioni, euro più euro meno. L’imprenditore voleva cautelarsi da eventuali lungaggini del pubblico, la paura insomma di vedere l’area volare magari per altri lidi. Ma negli ultimi giorni c’è stata la svolta: presentato il piano di fattibilità, la Regione che mette concretamente sul piatto i 5 milioni, l’accordo con i sindacati. Insomma altro clima, altre prospettive. E il dubbio - e forse il problema dell’oggi - che se Ricci non avesse firmato il compromesso avrebbe potuto risparmiare un bel po’ di soldi. Il pubblico stava premendo per un acquisto dell’area con una spesa inferiore ai 5 milioni. E in questo quadro, con la garanzia data nei giorni scorsi di ottenere per la Iglom la gran parte dell’area, la Iglom avrebbe certo risparmiato. Ed ecco quindi il siluro Eaton con un ricorso al Tar che mira di fatto ad isolare Ricci e costringerlo ad un acquisto a prezzo pieno. Altrimenti il percorso verrà interrotto: per il pubblico come per la Iglom.

Aronne Angelici

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