Il Tirreno

Il sindaco: «Chiederò la chiusura delle sedi di Fn e CasaPound»

di Manuela D'Angelo
Il sindaco: «Chiederò la chiusura delle sedi di Fn e CasaPound»

Ampio dibattito in consiglio comunale sugli scontri e documento che dà ampio mandato di azione a Volpi

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MASSA. Un consiglio comunale straordinario dedicato ai fatti avvenuti sabato sera davanti al circolo Frank the Tank. Un consiglio che ha partorito un documento condiviso da tutti, in cui vengono espressi alcuni concetti che fanno parte della storia e della memoria della città di Massa: "no al fascismo e a tutte le forme in cui questo si manifesta".

Libertà, Costituzione, Resistenza, cultura, ma anche violenza e sangue sono state le parole più usate durante la seduta durata oltre tre ore, davanti ad un gruppo foltissimo di giovani 'antifascisti' che hanno riempito le sedie della sala. Hanno parlato tutti i consiglieri e non soltanto i capigruppo, su richiesta specifica, perché nessuno voleva tacere, nessuno voleva evitare di esprimere il suo pensiero. I fatti sono stati, secondo il consiglio, troppo gravi e adesso bisogna porvi rimedio. Nel documento votato all'unanimità, tra le tante belle parole, viene dato mandato al sindaco di intraprendere qualsiasi azione politica e legale per evitare che episodi del genere si ripetano; al sindaco viene chiesto di assicurarsi, ai tavoli di sicurezza per l'ordine pubblico, che venga fatta qualsiasi cosa per contenere i gruppi più pericolosi e infine viene chiesto al sindaco di farsi carico di un percorso culturale importante da intraprendere nelle scuole, per far conoscere già nei più piccoli i valori dell'antifascismo, far tornare la storia della città nelle classi degli istituti cittadini, insegnare cosa è stato l'antifascismo e intraprendere una strada, forse lunga , che porti alla chiusura delle sedi politiche che al fascismo fanno riferimento, per far diventare Massa un esempio di valore civile e sociale per tante altre città italiane.

Tra gli interventi più significativi quello della consigliera Gabriella Gabrielli degli Arancioni: «Sappiamo che un sindaco non ha il potere di chiudere sedi politiche, altrimenti- dichiara- prima di lui lo avrebbe fatto qualcun altro (con riferimento al sindaco Roberto Pucci ndr); ma voglio ricordare che noi, quando eravamo alla guida della città approvammo un provvedimento che impediva alle forze di stampo fascista di occupare spazi pubblici di competenza comunale, come i teatri. Sulle strade e sulle piazze la competenza non era la nostra. Mi auguro che il sindaco Volpi permetta che a Massa avvenga quello che è accaduto in Grecia con Alba Dorata. Bisogna dichiararli fuori legge».

,Il consigliere Cavazzuti di Rifondazione Comunista applaude i giovani presenti in aula: «Sabato sera siete stati responsabili, perché davanti a quella galleria eravate in tanti. Siete stati maturi e pacifici, non siete caduti nelle provocazioni. Bravi».

Contestato Stefano Caruso, unico consigliere del centro destra che ieri sera ha partecipato alla seduta: fischi e attacchi per lui, per il fatto di aver espresso la sua opinione. «Appoggio il documento. Condanno gli atti di violenza. Sono orgoglioso anche io di questi ragazzi che hanno dimostrato superiorità nell'evitare che l'episodio di sabato si trasformasse in una guerriglia urbana. Quello che è successo però non ha a che fare con la politica, perché politica è rispetto della libertà individuale. Ognuno di noi ha diritto di pensarla come vuole se non fa male agli altri». Ma la platea si scatena, Caruso viene provocato e zittito: «Solo perché non ho una casacca del vostro stesso colore quello che dico deve essere contestato? La Costituzione è di tutti, non appannaggio della sinistra. Voi siete l'esempio di chi non rispetta l'altro, di chi non accetta il diverso».

Per ultimo ha parlato il sindaco Volpi: «A preoccuparmi è stata la natura squadrista dell'episodio di sabato sera. A farmi male è sentire un giovane che dice aver paura a recarsi al lavoro. Ci sono troppe similitudini con la storia del 1921, quando politica e istituzioni non facevano il loro dovere: una grave crisi economica, i partiti di destra che cavalcano il malcontento, la crisi della politica e il senso di delusione dei cittadini. Non ho bisogno di mandati per dire come la penso, ma ne ho bisogno per andare al comitato di ordine pubblico con un atto forte che possa aprire un percorso che un giorno porti veramente alla chiusura delle sedi di Casa Pound e Forza Nuova» . Il documento è stato approvato da tutti i consiglieri.

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