Il Tirreno

Visite ed esami, si va in ordine di gravità

di Chiara Sillicani
Visite ed esami, si va in ordine di gravità

Arrivano i codici di priorità: il medico curante deve indicare nella ricetta rossa se l’appuntamento serve subito oppure no

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Arriva il codice di priorità: nella ricetta rossa, accanto alla prescrizione, adesso è impresso un codice. Una letterina indispensabile perché in base a quella l’operatore del Cup fissa l’appuntamento. Se nella ricetta è stampata una bella U significa che la situazione è urgente: entro 72 ore deve essere garantita la prestazione. Il medico di base può valutare che le condizioni del paziente non siano urgenti, ma la visita debba comunque essere fissata rapidamente: ecco allora un click sul computer e una lettera B sulla ricetta. B uguale breve: appuntamento fissato nell’arco di 7 giorni, se si tratta di una visita, in un tempo massimo di 10 giorni, invece, se il paziente deve sottoporsi ad esame diagnostico.

Nella ricetta rossa può essere stampata anche una D, vale a dire prestazione differibile: davanti ad un medico specialista entro 15 giorni. Limite dei 30 per la diagnostica. Nel caso non si evidenzino particolari problemi, il medico curante può decidere di trascrivere sulla ricetta una P di programmabile: prestazione erogabile oltre i 30 giorni, chiaramente nel rispetto dei limiti fissati dalla Regione. Insomma, tempi di attesa inversamente proporzionali alla gravità della patologia. I criteri per l’attribuzione dei codici di priorità sono oggettivi e condivisi, nel solco tracciato da una delibera regionale sul governo dei tempi d’attesa. Il sietma dei codici - puntualizza l’Asl - entrerà in vigore gradualmente e per ora riguarda soltanto le rx.

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