Sicurezza
Un intero paese dice addio al suo Federico
Migliaia di persone al funerale del ragazzo morto in scooter. Gli amici indossano una maglia con la sua foto. Don Maurizio Iandolo, dall’altare, chiede a Montignoso di stare accanto ai genitori
Montignoso si scopre comunità, si stringe intorno alla mamma e al papà di Federico, fa sentire che c’è e che non li lascerà soli. Migliaia di persone, così tante che la chiesa di Santa Maria della Rosa non le contiene, neppure la piazza riesce a raccoglierle tutte: in silenzio lungo le strade, visi giovani con le lacrime agli occhi cercano sostegno appoggiandosi al muro. A salutare Federico Vietina ci sono tre generazioni: la sua, quella dei suoi genitori, quella dei suoi nonni, di chi quel ragazzetto lo ha visto crescere. Gli amici indossano una maglia bianca con una grande foto: il suo viso pulito e la scritta "pilota", per raccontare qualcosa di lui. Don Maurizio Iandolo , dall’altare, chiede a Montignoso di esserci, di stare accanto ai genitori. E tutto intorno è silenzio, fino a quella lettere, rivolta proprio a loro, a mamma e papà. Sono le parole di Sant’Agostino:«Sono ancora qua, nell’altra stanza, dietro l’angolo, chiamami ancora con il nome che più ti è familiare». Un applauso che è liberatorio, dà sfogo alla lacrime, rafforza gli abbracci, un fragore che si ripete a fine cerimonia, nel rombo dei motorini per dire addio al pilota. Poi quei motorini, ordinati, in fila indiana, aprono il corteo e accompagnano Fede, non riescono a dire addio i suoi amici, è troppo presto: e sulla carena dei loro scooter scrivono un enorme ciao.
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