Attenzione
«Disastro previsto, noi inascoltati»
Matteo Lupi: volevamo una commissione d’inchiesta sulla cassa d’espansione
AULLA. Mentre in molti attendono, con il fiato sospeso, che spuntino fuori i nomi dei tredici indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Massa sui tragici fatti dell'alluvione che ha devastato Aulla il 25 ottobre 2011, è l'ex capogruppo consiliare di minoranza di "Idee in Comune", Matteo Ratti, a tenere viva l'attenzione su quanto accaduto, facendo riferimento alle concause del disastro individutate dalla Procura, in particolare al ruolo giocato dalla cassa di espansione sul fiume Magra della Chiesaccia di Villafranca, la cui rottura avrebbe scaricato su Aulla morte e distruzione.
«In tempi non sospetti - spiega Ratti - parlavamo dello studio della cassa di espansione della Chiesaccia, chiedendo la nascita di una commissione d'inchiesta sui fatti del 25 ottobre 2011, rifiutata e sostituita da semplici conferenze. Di contro, in consiglio comunale si voleva approvare un documento che mirava a valorizzare la responsabilità della diga di Teglia, chiedendo persino un rimborso economico, e fu grazie alle raccomandazioni del mio compagno di schieramento, Matteo Lupi, se quel documento fu sospeso, evitando, col senno di poi, una denuncia al Comune di Aulla. Purtroppo, è stato questo il filo conduttore di questi anni, ovvero il metodico manifestarsi di criticità espresse e citate da "Idee in Comune", poste come suggerimenti, raccomandazioni, precetti, puntualmente inascoltati e superbamente ridicolizzati» commenta amaramente Ratti.
Poi l'ex consigliere comunale di opposizione punta i riflettori sul clima avvelenato che sta facendo seguito alla defenestrazione dalla poltrona di sindaco di Roberto Simoncini: «Seguiamo da spettatori le diatribe tra i partiti dell'ex maggioranza consiliare: visti i toni e i fatti consideriamo salutare la fine di un'esperienza politica basata su complicati rapporti che non avrebbero giovato all'ammnistrazione della nostra città. Sentire il parere "postumo" di silenti e timidi ex assessori comunali fa sorridere, da una parte perchè si continua con la solita litania atta a screditare le minoranze consiliari, dall'altra perchè alzano la cresta signori che poco abbiamo udito contribuire alla discussione pubblica e al confronto. Mi domando, inoltre, perchè non abbiano avuto il coraggio di parlare durante il consiglio comunale della sfiducia a Simoncini, da uomini se non da assessori. Invece, è più semplice attivarsi dopo e, ricevuti e letti gli ordini, andare a raccontare in giro le cose più assurde».(g.u.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
