Sicurezza
Signore insospettabili in “feste” hard
Una nostra concittadina guida una decina di carraresi per serate particolari: niente web, solo passa-parola
CARRARA. C’è una Carrara segreta in subbuglio, per il clamore suscitato dall’intervista-choc della mamma costretta a prostituirsi per necessità: disperata, ha raccontato alle telecamere di Ttnews24 che la figlia 16enne ha scoperto come si guadagna da vivere e le ha espresso la volontà di imitarla.
Emerge infatti che da qualche tempo ha preso campo un giro di “feste” a luci rosse, in cui protagoniste sono un gruppo di nostre concittadine insospettabili.
E ora, gli appuntamenti hard con in prima fila le classiche signore della porta accanto, sono al momento sospesi. In attesa che l’attenzione mediatica suscitata dalla mamma che ha denunciato di prostituirsi per necessità arrivi a placarsi.
Trapela infatti che vi sia una sorta di giro a luci rosse consolidato.
Da quanto filtra, più o meno funziona così. Chi tiene le fila - e partecipa anch’essa, a volte, agli incontri a luci rosse - è una giovane signora carrarese: ha iniziato quasi per caso. Col passare del tempo, ha contattato alcune amiche o conoscenti, di età variabile, dai 20 ai 40-45 anni.
Il luogo degli incontri è fisso, una villetta fuori mano, al riparo da occhi indiscreti. Divieto assoluto, la presenza di minorenni.
Non è chiaro se vi sia uno scambio esplicito di soldi o, più probabile, solo regali, magari l’ultimo modello di iPhone, per evitare eventuali complicazioni legali.
Quando il contatto è stabilito, si parte per la “festa”.
Nella villetta, fra adulti, si accendono le luci rosse. E’ tutto esplicito. Nessuno vede niente dall’esterno. La serata, fra uno spuntino e il karaoke di contorno, e tutto il resto, alle 2 in media si conclude.
Le giovani o le signore reclutate hanno quasi tutte una doppia vita: molte di esse lavorano regolarmente, ma i “regali” fanno comodo.
Rispetto alla disperazione della giovane madre, che si è vista costretta a prostituirsi di mestiere e alla fine la figlia ha capito, loro lo fanno saltuariamente e, ovviamente, si ingegnano per tenere i compagni o mariti (e figli, alcune li hanno) all’oscuro di tutto. La media? Tre-quattro “feste” al mese. Inutile cercare tracce sul web, o sui siti di incontri: vige il più stretto passa-parola. Nessuna pubblicità ufficiale.
E ora, il tam-tam è stato di frenare un po’: troppa pressione per quell’intervista televisiva-choc. Troppo clamore. Le feste per un po’ possono aspettare, in attesa di tempi migliori.
(r.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
